Fila alle casse

La fila è una cosa delicata: è bene sapere se saltarla, quando saltarla e in che modo. Alla biglietteria della stazione ad esempio io, che non faccio mai biglietti on line per principio, personalmente adotto questo metodo: comincio a fare la fila poco prima delle 7.40, anche se devo partire giorni dopo a tutt’altra ora, e poi inizio a canticchiare: “Mi sono informato, c’è un treno che parte alle 7.40”. C’è quasi sempre qualcuno che ci casca e mi fa passare avanti: “Prego signore, vada prima lei, se no lo perde”. Se non ci casca nessuno vado avanti a canticchiare o aggiungo tra me e me una frase come “Grande Lucio! Quanto ci manca…”

Ma la situazione più difficile a mio parere è quella della fila alle casse del supermercato. Lì occorrono lucidità e sangue freddo. Ho fatto delle indagini approfondite e delle ricerche sul campo per studiare il comportamento umano in queste situazioni. Ad esempio ho continuato per settimane a provare con la tecnica dei pochi acquisti: “Mi scusi signore, io ho solo queste cose, posso passare avanti?”. Ogni giorno che passava aggiungevo un prodotto, per vedere fino a che punto la gente non si spazientiva: sono riuscito a passare addirittura con 25 prodotti! Ma per essere affidabile questo esperimento va provato con tipologie di clienti diverse, perché il livello di sopportazione non è lo stesso: ho notato, ad esempio, che i vecchi iniziano a sbuffare già con 3/4 prodotti. In ogni caso sto preparando una serie di grafici a torta e di istogrammi che poi invierò personalmente alla Coop vicino a casa mia. Credo che potranno essere utili.

In alcuni casi bisogna avere fegato e giocarsi il tutto per tutto. Se ad esempio davanti a voi avete un bambino, e la mamma si è assentata un momento per prendere un’ultima cosa, potete tentare di giocare sulle dimensioni: “Bambino, io ho solo queste cinque cosine, mentre tu hai quel pupazzone grosso grosso: mi faresti passare?”.

Se come me non avete molto a cuore la dignità, potete buttarla sul patetico e iniziare a piagnucolare: “Ma… ma… che ora si è fatta??? Quando rincaso mia moglie mi ammazza, mi ammazza!!!”, oppure: “I miei piccini sono a casa al freddo, fatichiamo ad arrivare alla fine del mese, e se non bevono subito una spremuta con QUESTE arance (sottolineate bene ‘queste’) forse morranno. Mio Dio, cosa abbiamo fatto di male?”. Come ultima spiaggia potete anche tentare la carta del malore: se lo fate, però, dovete essere convincenti nello svenimento, per poi riprendervi subito dopo, e vedrete che vi faranno passare di sicuro.

In alcuni casi può essere utile anche fingere che ci sia qualcuno che vi aspetta fuori dalle vetrine e che, ad esempio, ha la macchina parcheggiata in un punto pericoloso. In questo caso però la vostra interpretazione deve davvero essere magistrale (cenni con il dito sull’orologio, segni come a dire: “Lo so… arrivo subito! Aspetta! Se solo potessi sbrigarmi…”) e comunque non è detto che troviate qualche anima pia che vi fa passare.

Se avete il carrello pieno e pensate di non avere nulla da perdere potete anche provare a buttarla lì in questo modo: “A occhio e croce, secondo me lei ha più cose di me. Posso passare davanti io?” Ma è chiaro che in questo caso vi potete aspettare una risposta sgarbata. Inoltre se trovate una persona particolarmente pignola, può darsi che vi sfidi a contare insieme a lei i vostri rispettivi prodotti: se i vostri sono di più sarete sbugiardati e farete una brutta figura. Se sono di meno, avrete comunque perso l’ipotetico vantaggio a causa delle operazioni di conteggio. Pertanto io in linea di massima sconsiglio questo metodo.

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6 pensieri su “Fila alle casse

      1. Una volta una signora ha provato a passarmi davanti dal medico fingendo un malore e io ho finito di chiamare un’ambulanza, lei si è miracolosamente ripresa e l’ordine della fila è stato rispettato. Adoro perculare coloro che vorrebbero percularti. 💖

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