Incipit n. 7

Lei. Lui. E quella strada. Che sembrava non avere fine. Non per loro. Che stavano in silenzio. Senza guardarsi. Aveva deciso lei. Che conosceva il passato. Di lui. Che guidava muto. Come quella sera. Lontana. Quando tutto era più semplice. Ora non restava che il ricordo. Sbiadito. Come le luci. Dei lampioni. Fioche. Che non illuminavano. Non il buio nel loro cuore. Soli. In quella macchina. Una Fiat 500. Modello Multijet 16v 75. Quattro cilindri in linea. Cilindrata 1248 cm cubi. Potenza 55 kW. Che non so. Cosa significhi. Sto copiando. Da Wikipedia. Di motori non capisco. Una mazza. Anche se sono un uomo. Ma non divaghiamo.

… … …  continua … … … 

motore

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Lobbies

Come si dice spesso, questo è il Paese in cui tutti dicono di voler cambiare tutto, ma poi appena uno fa qualcosa che va contro i loro interessi si irrigidiscono. La verità è che siamo circondati di lobbies che impediscono qualsiasi vero cambiamento. Qualcuno potrebbe obiettare che in realtà siamo circondati di lobby, perché in italiano al plurale rimane così, ma capite bene che la sostanza non cambia.

Sento parlare ogni tanto di notai, di tassisti, di case farmaceutiche… Io personalmente so dell’esistenza di altre lobbies, ben più potenti. Ad esempio la lobby dei liutai, la lobby dei venditori di aste per selfie, la lobby  degli insegnanti di ruolo, la lobby delle segretarie senza un ruolo, la lobby degli arrotini. Quest’ultima è particolarmente pericolosa perché subdola. Quando infatti l’arrotino gira in macchina e ripete ad oltranza con l’altoparlante il suo “Donne, è arrivato l’arrotino! Ripara forbici, ombrelli, coltelli da prosciutto, ecc. ecc.” in realtà intende diffondere un pericoloso messaggio subliminale, di cui nemmeno Peppegrillo è al corrente. Io so di cosa si tratta, ma non credo siate ancora pronti per apprenderlo. Bocca mia, statti zitta.

Per molto tempo, ascoltando la TV, ho pensato esistesse anche una potente lobby gay in Vaticano, ma poi ho capito che era “l’hobby gay” e mi sono subito ricreduto: ognuno deve coltivare il passatempo che più gli piace.

Non più di un anno fa io stesso avevo tentato di mettere su una piccola azienda agricola, ma alla fine ho dovuto rinunciare. E sapete perché? Avevo contro i poderi forti.

arrotino

Raccolta differenziata

Siete sempre lì che differenziate: gay, etero, trans, bianchi, neri, gialli… Però quando si tratta di differenziare il secco dall’umido storcete il naso: com’è sto fatto?

Allora lo dico forte e chiaro: la raccolta differenziata è importante!!! Dovete sapere cosa mettere, dove, quando, come e perché. Come si suol dire, ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa: c’è un posto per la carta, uno per il vetro, uno per le lattine, uno per i torsoli di mela, uno per l’antrace, uno per il polonio, uno per il DAS, ecc.

Da questo punto di vista devo dire che i miei vicini di casa sono irreprensibili. Pensate che proprio l’altro giorno è morto un intellettuale organico che abitava nel nostro condominio: ebbene, lo abbiamo trasportato giù in quattro e, dopo rapide esequie, lo abbiamo buttato nell’apposito contenitore.

Tempo fa ricordo che volevo sbarazzarmi di un po’ di carta e scesi per gettare via un vecchio tema di mio figlio, dei tempi delle medie. Nel giudizio l’insegnante aveva scritto che era molto disorganico, e io andai in difficoltà, al punto da entrare nel bar di fronte e chiedere alle persone che cosa avrebbero fatto al mio posto: e nonostante mi avessero detto, anche un po’ spazientite, di buttarlo nella carta, io per sicurezza ho preferito attendere l’arrivo del netturbino e chiedere direttamente a lui.

Certo, aiuta anche avere fatto un buon liceo classico. Per esempio se siete in dubbio sul tetrapak dovete ricostruire l’etimologia della parola: dal greco ‘tetra’ = quattro  e ‘pak’ = pacco. Ciò significa che qualsiasi pacco di forma anche vagamente quadrangolare va nello stesso contenitore.

Infine bisogna ragionare e non dare nulla per scontato: ad esempio è vero che il cartone della pizza va nel bidone della carta, ma se è tutto sporco di pomodoro e mozzarella è chiaro che non ce lo potete buttare. Allo stesso modo se volete sbarazzarvi di un coltello lo potete gettare nel metallo, ma se è tutto sporco di sangue perché, come è successo a me giusto ieri, avete compiuto un omicidio, non lo potete fare!

psyco

 

 

 

 

 

Bio

Fino ad un paio di anni fa il mio stile di vita era pessimo. Poi, piano piano, ho cominciato a capire che il modo in cui mi alimentavo, bevevo, mi vestivo avrebbe dovuto essere più consapevole e più rispettoso di me stesso e degli altri.

Iniziai eliminando le carni rosse e convertendomi alla dieta vegetariana. Mi riempivo la casa di soia, di saitans, di toffu, di zaziky, di falafi. Mangiavo Veg ascoltando musica Prog.

Ben presto però mi resi conto che il mio era più un atteggiamento per farmi bello con gli altri e che non ero realmente convinto di quello che stavo facendo. Cercavo un sacco di scuse, di alibi: pensate che arrivavo al punto di nutrirmi di piante carnivore per continuare a mangiare quello che mangiavo prima dando la colpa a loro.

Finché un giorno mi ricordai del primo comandamento: non nominare il nome di Bio invano. Da allora mi sono convertito al biologico e la mia vita è cambiata: frutta biologica, verdura biologica, pane biologico… Vado al bar e prendo il cappuccino Bio. Me ne vado dal pub se non hanno birre Bio. Mi reco in polleria e chiedo del pulcino Bio. La cocaina di cui faccio uso è tutta biologica, iniqua e sleale.

Dirò di più: da qualche tempo ho iniziato a frequentare solo prostitute biologiche.

bio

 

Apparecchio acustico

Caro Giovanni,

la mia vita fu quasi sempre un’aspra lotta contro il Destino, e le dirò, amico mio, che mi sarei già ucciso se non fosse per tutta la musica che devo ancora scrivere. Si ricordi di questa data: 1796. Erano sei anni allora che lui, il Destino, mi colpiva con così duri colpi da lasciarmi sbigottito e confuso. Oh uomini ingiusti, mi dipingeste come folle e misantropo, io che ero incline sin dall’infanzia al dolce sentimento della bontà e che non avevo in animo null’altro se non di concepire grandi cose! Non ero forse anch’io come tutti sensibile alle attrattive della società? Non fui ricacciato indietro dalla triste, rinnovata esperienza del mio cattivo udito, e costretto a vita appartata? Scrissi allora ai miei fratelli, augurando loro una vita più facile, e quanto a me scelsi di abbandonare ogni strada che non fosse quella della Virtù giacché quella solamente, e non il denaro, nobilita l’uomo! E così feci, ed arrivai a scrivere di mio pugno all’Amata Immortale, e Le dissi che volevo errare lontano da Lei, non già per perderla, ma per rimanere a Lei per sempre avvinto negli alti regni dello Spirito. Ora so che la fine non è lontana, anzi vicinissima per via di medici incompetenti, e solo traggo un po’ di sollievo da certi punch ghiacciati che mi furono prescritti, onde ringrazio Iddio in modo lidio perché mi concesse di creare ancora, e, ormai completamente estraneo al consorzio umano, vessato da servitori intriganti, con il cuore gonfio di tristezza e umiliato da lei, Der Königin der Nacht, che sottrae alle mie cure il caro Karl, solo nella mia stanza verso calde lacrime sulle note dell’ amato Haendel – giacché Lui è la Verità – come le calde lacrime che pure versai quel giorno a Tepliz, mentre commosso baciavo le mani di quel grand’uomo che narrò dei dolori di Werther, ed egli mi fissava sospettoso, e io pensai, con una punta di amarezza, che forse troppo gli garbava l’aria di corte, ma ora sono solo e, pur non udendo, sento lo spirito della Musica che mi parla dalle rovine di Atene forse un’ultima volta e mi dice: ALLE MENSCHEN WERDEN BRÜDER!!!

Ludovico da Bonn

 

Caro Ludo (per brevità),

con K. da Praga pensavo di avere toccato il fondo, ma evidentemente qui bisogna iniziare a scavare. Tutto un casino, frasi in tedesco che mi mettono anche un po’ paura, e per che cosa, alla fine? Perché ti serve un apparecchio acustico. Scusa, ma hai mai visto in TV quel distinto signore con i capelli bianchi che va ad informarsi nel centro Amplifon? Credo tra l’altro sia lo stesso che nell’altra pubblicità usa il montascale, e non so se hai osservato con quanta signorilità si siede: forse che lui si lamenta o fa tanti sproloqui? Io direi anzi che possiamo cercare di contattarlo. Mi sembra di capire, poi, che soldi te ne sono rimasti pochi, e non stento a crederlo, ma non preoccuparti: potrei organizzare una colletta tra i follower(s) del mio blog, circa 50000, che quando si parla di solidarietà non si tirano mai indietro. Ti informerò sugli ulteriori sviluppi. Una domanda che non c’entra: nella tua lettera, che ho dovuto tagliare per questioni di spazio (prolisso!) ho letto che ti diletti di sinfonie: io ne ho scritte 54, ma sono tutte in Si minore, non riesco proprio ad uscire da quella tonalità; tu mi daresti qualche consiglio in proposito? Grazie e a presto!

P.S. Non voglio aprire polemiche, ma sei anche un po’ bugiardello: dici di essere tedesco, ma nel nome sulla busta hai messo un ‘Van’. Lo sanno tutti che ‘Van’ è olandese: Van Gaal, Van Persie, Van Der Sar, ecc.

P.P.S. Ho appena saputo una cosa che se fosse confermata sarebbe di una gravità inaudita: il vecchietto della Amplifon in realtà ha 30 anni! TA TA TA TAAAAAAAAA!!! (Quinta Sinfonia)

beet