Sindromi

Era un po’ di tempo che non mi sentivo bene, e sono andato dal medico. Come temevo, mi ha diagnosticato ben quattro sindromi. Per la precisione:

  • La sindrome di Stoccolma: sono ossessionato dall’idea di vincere il Nobel
  • La sindrome di Stendhal, una specie di daltonismo che mi fa vedere tutto rosso e nero
  • La sindrome cinese: sovente vengo colto dall’irrefrenabile desiderio di produrre su larga scala magliette La Coste con il coccodrillo a pancia in su
  • La Sacra Sindrome: per strada a tratti mi compaiono gli Apostoli e tutti i Santi che in ogni tempo Gli furono graditi.

nobel

Didattica per immagini

Per aiutare quello zuccone di mio figlio a studiare dei pedagogisti di fiducia ci hanno consigliato una didattica per immagini che, ad esempio, può rivelarsi molto utile nell’apprendimento del lessico, almeno così dicono. Prendiamo una parola qualsiasi: “icona”. Ecco un esempio di didattica per immagini:

icona
Icona bizantina
iconaw2
Icona di Windows
carra2
Icona gay

Da questo semplice esercizio poi, partendo dal presupposto che è bello far l’amore da Trieste in giù, è possibile ripassare un po’ di geografia.

Marò

Non passa giorno senza che non firmi autografi e non stringa mani. La gente mi ama e mi sprona ad andare avanti. Loro sanno in quante battaglie civili mi sono impegnato: ultimamente, solo per fare un esempio, in quella per l’adozione del giovinastro e per le coppie di fatti.

Una sola cosa mi rimproverano: di non aver detto ancora una parola sulla questione Marò. Voglio quindi fare chiarezza su questo punto: non è che io non abbia detto nulla perché non sono d’accordo; come sapete, infatti, se posso io ho una buona parola per tutti. Semplicemente non avevo capito bene di cosa si trattasse.

Inizialmente avevo pensato che fosse la forma abbreviata di una di quelle imprecazioni a cui si abbandona Lino Banfi nei suoi film, non so se avete presente: Maròooooonna Benedetta dell’Incoroneta di Foggia Cinofila!!! e simili…

Poi ho creduto che fosse il nome di un gruppo o di un cantante di quelli con l’accento, tipo i Modà o Pelù.

Solo di recente ho compreso che trattasi di un passato remoto.

banfi2

Un taglio netto

Caro Giovanni, sono Valerio da Agrigento. La verità è che non ce la faccio più! Mi sento in un involucro che non è il mio, e la società intorno a me certamente non mi aiuta… Ma perché non dovrei accettare la mia vera identità e spiccare il volo come una farfalla? Alla fine sono io che devo decidere, no? E io DEVO, DEVO avere il coraggio delle mie scelte!!! Devo dare un taglio netto al passato. Cerco sempre alibi, alibi, ma sono sicuro che dopo starei meglio. E sono anche sicuro che tu sei dalla mia parte. Forza, allora, e coraggio… 

Come volevasi dimostrare: mi sento molto sollevata e non ho rimpianti. Non ti preoccupare se non mi hai detto niente, la tua vicinanza e la tua presenza sono state comunque importanti per me. Non mi interessa se sarò accettata o no, ora sto bene con me stessa. Ciao Giovanni e grazie di tutto.

Valeria da Catania

 

Di niente. Hai fatto tutto tu.

G.M.

buste

Colleghi

Prima o poi doveva succedere, ed è successo. Da tempo si respirava aria pesante. Io e i miei colleghi non ci sopportiamo più: li trovo arroganti, presuntuosi, megalomani, e probabilmente loro pensano lo stesso di me. Stamattina tra di noi sono volate parole grosse:

“Chi ti credi di essere? Pensi di essere Gesù Cristo solo perché hai il vezzo di indossare sul capo una corona di spine?”

“Senti chi parla! Ti credi Einstein solo perché sostieni che la velocità della luce nel vuoto ha lo stesso valore in tutti i sistemi di riferimento inerziali, indipendentemente dalla velocità dell’osservatore o dalla velocità della sorgente di luce?”

“E tu ti credi Angelo Poliziano solo perché hai scritto le Stanze de messer Angelo Poliziano cominciate per la giostra del magnifico Giuliano di Pietro de Medici?”

“Ma stai zitto! Fatti una vita!”

“Fatti una famiglia!”

“Fatti una donna!”

“Fatti non foste a viver come bruti!”

Ecc. ecc.

Insomma: botte da orbi!

poliziano

 

Franchi

Ciao Giovanni,

la mia non è una situazione facile: cassintegrato, fatico ad arrivare alla fine del mese, talvolta anche alla fine della settimana. Inoltre l’anno scorso mia moglie, sedotta da un ricco manager, ha chiesto il divorzio con affidamento dei figli e posso vedere i miei bambini solo due volte alla settimana. La salute non va molto bene: soffro di pressione, depressione, diabete, crisi d’asma e attacchi di panico. Ah dimenticavo: un mese fa tagliando una cipolla (non sono un granché in cucina! Eh eh) mi sono reciso tutto il dito mignolo. Però nonostante questo quando mi sveglio la mattina e mi guardo allo specchio penso che è bello vivere sempre e comunque. Giusto o no?

Franco da Bologna

 

Caro amico, voglio essere franco con te, dato che anche tu lo sei: no.

G.M.

lett

 

Per questa volta

Questa mattina ad un tratto vedo che mi si avvicina la mia colf con la testa bassa, visibilmente agitata, e mi chiede con un filo di voce di lasciarle libertà di coscienza sulla questione delle Unioni Civili.

Nemmeno un’oretta più tardi passa il postino e mi fa la stessa richiesta, spiegandomi che anche Peppegrillo l’ha lasciata.

Passa un’altra ora, mi reco dal fruttivendolo, e stesso copione.

Allora, ascoltatemi bene: per questa volta, nella mia immensa magnanimità, vi lascio libertà di coscienza.

Però che non si ripeta più.

colf2