Bipolare

In questo periodo non mi sono fatto sentire, ma non pensiate che non sia rimasto scosso per i drammatici eventi che si trova a fronteggiare il nostro mondo occidentale.

Ricordo che martedì scorso ho assistito ad un servizio in TV sui metodi di propaganda dell’Isis e non ho mancato di esprimere la mia indignazione postando su Facebook un “vergogna” che ha ricevuto 843 ‘mi piace’ in poco meno di mezz’ora.

Mercoledì mattina al lavoro ho litigato con un collega di sinistra e gli ho gridato nelle orecchie: “Costruire una moschea? Giammai!”.

La sera al ristorante me la sono presa invece con mio cognato leghista: “Vorresti che gli immigrati sparissero, tranne quando ti fanno comodo, eh? Gli immigrati sono quelli che ci pagano le pensioni! E la badante di tua madre, eh? Vuoi fare sparire anche quella, eh?”. E me ne sono andato sbattendo la porta.

Il giorno dopo parlando con l’edicolante ricordo che gli dicevo: “Noi vorremmo che loro prendessero le distanze, ma noi quando mai abbiamo preso le distanze dalle nostra politica estera sconsiderata? Quando abbiamo riconosciuto i nostri errori?” E siccome non mi rispondeva sono andato via senza comprare il giornale. Ma alla fermate del tram non ho resistito e mi sono rivolto ad una signora a caso: “E le armi? Non siamo noi che gliele vendiamo?”.

Nel tardo pomeriggio sono uscito per fare una corsetta, ma dopo un paio di chilometri mi ha assalito un pensiero: “Siamo in guerra”. Mi è sembrata un’idea originale e ho prontamente chiamato un taxi per farmi riaccompagnare a casa e postarla su Facebook. Risultato: 465 ‘mi piace’, 344 ‘ ben detto’, 123 ‘daje’, 224 ‘dagli all’untore’, Nel frattempo ho anche predisposto una piccola trincea nella parte del terrazzo che mi sembrava più esposta al nemico.

L’indomani al telefono con mio cugino mi sono sfogato: “Ma bene! Facciamoli entrare tutti, portiamoci i terroristi dentro casa!!!”.

“Guarda che i poveracci che vengono sui barconi non c’entrano nulla con il terrorismo. Quelli che hanno fatto gli attentati non erano certo immigrati clandestini”. Il problema è che la seconda affermazione non veniva da mio cugino: ero sempre io che rispondevo a me stesso.

A quel punto ho capito che qualcosa non andava, e sono corso dal mio medico di fiducia, che mi ha diagnosticato un disturbo bipolare acuto e mi ha prescritto delle compresse da prendere regolarmente due volte al giorno prima dei pasti.

A tre giorni dalla prima assunzione posso dire di essere già sulla via del pieno recupero.

P.S. Bastardi, non mi avrete!

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3 pensieri su “Bipolare

  1. Simpatico blog, d’altronde la verità si dice scherzando…

    Cmq nell’animo umano c’è sempre un desiderio di scontro. Noi in Europa (ma solo al nostro interno perché all’estero abbiamo fatto malanni) abbiamo realizzato qualcosa di storico: accettare tutto e tutti. Purtroppo lo abbiamo fatto supinamente e qualcuno ha approfittato della nostra dabbenaggine. Il risultato sarà quello che ci gireranno le @@ per bene (a me lo hanno fatto dopo nizza) e daremo il meglio che la razza umana sa produrre da sempre: vendetta, guerre, epurazioni. Spiace perché ci andranno di mezzo bambini, gente musulmana onesta e padri e madri di famiglia. Purtroppo vincerà Shakespeare perché anche noi se punti soffriamo….

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