L’amore secondo i cantanti

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Apprezzo molto i cantanti italiani e ho sempre cercato di assumerli come modelli di vita, soprattutto per quanto riguarda l’amore.

Quante avances ho rifiutato in discoteca al grido di: “Mi spiace signorina, ma non c’è sesso senza amore (A. Venditti)!”

Ricordo che avevo una fidanzata un po’ bigotta e una volta le ho detto: “sai, pare che dall’anno prossimo si farà l’amore ognuno come gli va“. Si è arrabbiata. Un’altra volta, siccome mi ero stufato di aspettare la prima notte di nozze, ho provato a convincerla: “Sento che, per dirla con G. D’Alessio, questa volta sarai pronta a far l’amore non soltanto a metà“. Lei si è indispettita e mi ha lasciato.

Viceversa una mia fidanzata molto libertina mi lasciò quando io la respinsi sdegnato perché voleva fare sesso in macchina: “Ma come ti permetti?” le dissi “Non sai che, come recita U. Tozzi, l’amore a letto si fa?”

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Politica? No, grazie

Vi confesso che anche io, come molti altri, sono stato tentato dalla politica.

Le mie prime esperienze le feci con la Lega Nord, ma le cose non andarono molto bene: ricordo che durante un comizio esibii al pubblico una serie di studi scientifici che dimostravano che le prime forme di vita giunsero sulla Terra trasportate da meteoriti, e proposi di adottare la linea dura, estendendo il reato di immigrazione clandestina all’intera umanità. Fui fischiato e alla fine mi espulsero dal partito dandomi del massimalista. Di questo, devo dire, sono rimasto un po’ stupito, perché non pensavo che conoscessero quella parola.

Più recentemente un mio amico albergatore mi ha messo a contatto con i 5 Stelle. Per me è stato un periodo durissimo: pensate che addirittura mi rivolsi ad un santone indiano per un corso accelerato di lievitazione, perché volevo mostrare ai miei compagni di partito che, pur stando seduto, non ero attaccato alla poltrona. Provate voi a rimanere così per più di un quarto d’ora e vedete se non vi fanno male le ginocchia.

Quindi ho provato a farmi strada nel PD, ma c’erano sempre litigi, non erano mai d’accordo su nulla. Sul referendum costituzionale, ad esempio, io ce l’ho messa tutta e ho cercato di far dialogare i sostenitori del Sì e quelli del No : come soluzione di compromesso avevo anche proposto di votare Sì, ma che non si ripeta più. Ma non sono stato ascoltato.

Alla fine ho capito due cose: che la politica non fa per me e che i politici non mi amano. E sapete perché? Perché dico “Pane!” al pane e “Vino!” al vino. Quando faccio così loro pensano che parli da solo.

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L’adultera (Main. 8, 11)

E Mainato le disse: “Va’ e non peccare più”.

E l’adultera: “Dici a me?”.

“Sì, mi sto rivolgendo a te. Il mio è un imperativo”.

“Veramente peccare sarebbe un infinito”.

“In questo caso è usato come imperativo”.

“Ma tu hai detto va. Potrebbe anche essere lui va, oppure lei va“.

“Non hai sentito che l’ho pronunciato con l’apostrofo?”.

“No”.

“Ti comporti come una bambina. Ricordati che sei una persona adulta”.

“Veramente sono una persona adultera”.

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L’attempato Montalbano

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Il successo del commissario Montalbano non accenna a diminuire. Pensate che addirittura il comune di Montalbano ha deciso di farsi commissariare per omaggiare il celebre personaggio nato dalla penna di Camilleri.

Per questo, dopo “Montalbano” e “Il giovane Montalbano” la Rai ha deciso di lanciare una nuova serie TV: “L’attempato Montalbano”.

Ossa che scricchiolano, dentiere che sussultano, amnesie, minzioni frequenti, ballo liscio, ballo di San Vito, ecc. ecc. Ma l’arzillo commissario non ha nessuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo e, pur comprensibilmente affaticato, continua indefesso le sue indagini al grido di “Minchia!”

Con la partecipazione straordinaria di Franca Valeri, Giorgio Napolitano, Umberto Veronesi, Joseph Ratzinger, Piero Angela.

Andrea Camilleri comparirà in ciascuna delle puntate proprio come faceva Alfredo Legacazzo nei suoi film(s).

Previsto anche un cammeo per Kirk Douglas. O cameo? Non ricordo mai.

“L’attempato Montalbano”. Prossimamente su quegli schermi.

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Non c’è posto per voi!

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

“Farò la parte del cattivo, farò storcere il naso ai soliti moralisti, ma non c’è posto per voi, mi spiace. Abbiamo già tanti problemi qui da noi. Basta che si sparga la voce che qui si sta bene, che qui c’è da mangiare e venite a migliaia senza permesso di soggiorno. Volete tutti i diritti e non conoscete doveri. So di persone che sono finite a vivere sotto i ponti mentre voi vorreste rimanere da noi senza fare un tubo. Se stessimo meglio vi direi ‘entrate’, ma anche noi abbiamo i nostri problemi, facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese. Prima chi abita già qui!!! Poi se –  e sottolineo se – rimane qualcosa anche per voi venite pure, ma non credo che ce ne sia anche per voi. Volete venire a fare la bella vita a spese nostre, mentre se io vengo da voi non mi offrite nemmeno una…

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