Masterchef

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Spinto come Ulisse dalla sete di conoscenza e dal desiderio di superare i limiti imposti all’uomo, ho partecipato alle selezioni di Masterchef.

Per cercare di fare colpo sui giudici mi ero imparato una serie di espressioni ad effetto, quali ad esempio “impiattamento”, “riduzione”, “infusione”, “brumoise”, “con la cucina io esprimo me stesso”, “tradizione e innovazione”, “scalogno”, “casseruola”, “io ci ho creduto e ci crederò sempre”, “chef stellato”, “sfilettare”, “la bellezza salverà il mondo”. Ma purtroppo non è servito.

Pensando di fare cosa gradita mi sono presentato allo chef Caio Gracco facendo il saluto romano, ma lui non ha gradito.

Come antipasto ho presentato una tagliata di crackers, ma i signori giudici non hanno apprezzato. Proprio loro che parlano di “rispetto della materia prima”! Io la materia prima l’avevo rispettata, mi ero limitato a spezzare i crackers e non avevo fatto nient’altro. Mah…

Non parliamo del primo! Quel giudice con l’accento americano…

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