Aforismi kantiani

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Il cielo stellato sopra di me, la legge marziale contro di me (Marine kantiano)

Il cielo stellato sopra di me, che donna lasciva sotto di me! (playboy kantiano)

Il cielo stellato sopra di me, orsù lo spinello passatelo a me! (hippie kantiano)

Il cielo stellato sopra di me, la voglia di vivere ancora non c’è (Mogol kantiano)

Il cielo stellato sopra di me! Il traumatologico, scusi, dov’è? (contuso kantiano)

Il cielo stellato sopra di me, Corriere o Repubblica sotto di me (clochard kantiano)

Il cielo stellato sopra di me: Giovanni Mainato, di meglio non c’è! (aforisma autopromozionale)

Kant

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Videocitofono

L’altro giorno è successa una cosa spiacevole.

Mi suonano giù dal portone, chiedo chi è, e mi risponde un tizio che senza nemmeno presentarsi mi domanda se a mio parere un altro mondo è possibile.

Io gli rispondo “no”, ma lui continua: mi chiede cosa ne penso dell’uso delle nuove tecnologie tra i giovani e se non credo che tutto stia andando a rotoli.

Poi inizia a fare discorsi strani su una seconda venuta e su una torre di guardia, o qualcosa di simile.

A quel punto io gli dico: “Guardi che ho capito dove vuole andare a parare. Magari ora mi dirà anche che non devo donare il sangue! Tanto io non lo faccio perché ho paura degli aghi”. E infatti puntualmente lui mi dice che già nell’Antico Testamento Dio ordina di astenersi dal sangue.

Insomma, devo continuare? Credo che tutti abbiate capito di chi si trattava: era un Imam che si fingeva un testimone di Geova per salire in casa mia e predicare l’odio. Fortunatamente sono dotato di videocitofono e l’ho smascherato.

La lotta al terrore continua.

videocitofono

Benvenuti al Centro

Dopo il grande successo ottenuto, il produttore di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord ci riprova: è in uscita nelle sale cinematografiche Benvenuti al Centro.

La storia è semplice. Per punizione un impiegato viene trasferito in un minuscolo paesino del Centro. Inizialmente è disperato, non si trova bene lì, e non riesce a farsi accettare dagli abitanti del luogo.

Il primo giorno, ad esempio, per cercare di farsi capire gesticola molto, ma viene accusato di essere eccessivamente istrionico e plateale e si trova in estrema difficoltà, anche perché ignora il significato dei due aggettivi. Il giorno successivo quindi decide di parlare tenendo le mani ferme, ma gli fanno presente che se non accompagna le parole con un minimo di gestualità non capiscono nulla.

Il tragitto da casa al lavoro gli comporta poi non pochi problemi: la prima settimana infatti esce in bicicletta con il casco, e viene schernito dalla popolazione locale con fischi e pernacchie: gli domandano se abbia intenzione di partecipare al Tour de France. Allora per apparire più alla mano decide di usare il motorino senza casco, e viene immediatamente arrestato.

Anche linguisticamente le prova tutte, da ‘minchia’, a ‘ueh!’ fino al ‘ne’ piemontese, e a ‘ti gà sugà el canal’.

Alla fine riuscirà ad ambientarsi, ma solo dopo mille difficoltà. Imparerà sulla sua pelle quello che già i Latini avevano capito bene: in medio start virtus.

centro

Apparecchio acustico

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Caro Giovanni,

la mia vita fu quasi sempre un’aspra lotta contro il Destino, e le dirò, amico mio, che mi sarei già ucciso se non fosse per tutta la musica che devo ancora scrivere. Si ricordi di questa data: 1796. Erano sei anni allora che lui, il Destino, mi colpiva con così duri colpi da lasciarmi sbigottito e confuso. Oh uomini ingiusti, mi dipingeste come folle e misantropo, io che ero incline sin dall’infanzia al dolce sentimento della bontà e che non avevo in animo null’altro se non di concepire grandi cose! Non ero forse anch’io come tutti sensibile alle attrattive della società? Non fui ricacciato indietro dalla triste, rinnovata esperienza del mio cattivo udito, e costretto a vita appartata? Scrissi allora ai miei fratelli, augurando loro una vita più facile, e quanto a me scelsi di abbandonare ogni strada che non fosse quella della Virtù giacché quella solamente, e…

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Fuori dall’Europa

Viviamo in un’epoca di grande confusione. Il malcontento dilaga e molti paesi se la passano davvero male: sembrano così lontani i tempi in cui uscivano film(s) come Il mio grosso e grasso patrimonio greco! E’ notizia di ieri non solo che anche il Belgio e il Lussemburgo hanno chiesto di uscire dall’Europa, ma addirittura che il Mozambico ha chiesto di uscire dall’Africa!

A questo proposito vi racconto un episodio. Anche io, dopo averci pensato un po’ su, ho deciso di uscire dall’Europa. E cosa succede? Che mi ritrovo circondato da una folla di fan(s) disperati che mi supplicano:

“Mainato, non uscire dall’Europa!”

“Non fare il populista!”

“Non fare il popolano!”

“Non sommettere la ragione al talento, per dirla con Dante!”

“Destabilizzerai i mercati!”

“Le borse andranno a picco!”

“Moriremo tutti!”

“Un’altra Europa è possibile!”

“Restare per cambiare!”

Io, che stavo già salendo sulla scaletta dell’aereo, mi sono girato e ho detto loro: “Ma ragazzi, cosa avete capito? Sto andando a New York due settimane per una vacanza, ma poi torno”. Hanno compreso che si era trattato di uno spiacevole equivoco e se ne sono tornati a casa fischiettando.

E pensare che alcuni giornali già parlavano di Mainexit…

europa

Aporia n. 3

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Con tutto il tempo che vi ho lasciato dall’ultima, sono sicuro che ancora non siete andati a cercare “aporia” nel vocabolario. Siete incorreggibili. Comunque il mio famoso amico me ne ha suggerita un’altra, ancora più insidiosa:

ORGASMO SEMPRE O ORGASMO MAI?

P.S. Pensateci bene! “Mai” non vuol dire “raramente”, vuol dire proprio che ci potete mettere una pietra sopra, e “sempre” non vuol dire “spesso”, ma incessantemente, ininterrottamente. A voi l’ardua sentenza.

VIA AL TELEVOTO!!!

pint

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