Benvenuti al Centro

Dopo il grande successo ottenuto, il produttore di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord ci riprova: è in uscita nelle sale cinematografiche Benvenuti al Centro.

La storia è semplice. Per punizione un impiegato viene trasferito in un minuscolo paesino del Centro. Inizialmente è disperato, non si trova bene lì, e non riesce a farsi accettare dagli abitanti del luogo.

Il primo giorno, ad esempio, per cercare di farsi capire gesticola molto, ma viene accusato di essere eccessivamente istrionico e plateale e si trova in estrema difficoltà, anche perché ignora il significato dei due aggettivi. Il giorno successivo quindi decide di parlare tenendo le mani ferme, ma gli fanno presente che se non accompagna le parole con un minimo di gestualità non capiscono nulla.

Il tragitto da casa al lavoro gli comporta poi non pochi problemi: la prima settimana infatti esce in bicicletta con il casco, e viene schernito dalla popolazione locale con fischi e pernacchie: gli domandano se abbia intenzione di partecipare al Tour de France. Allora per apparire più alla mano decide di usare il motorino senza casco, e viene immediatamente arrestato.

Anche linguisticamente le prova tutte, da ‘minchia’, a ‘ueh!’ fino al ‘ne’ piemontese, e a ‘ti gà sugà el canal’.

Alla fine riuscirà ad ambientarsi, ma solo dopo mille difficoltà. Imparerà sulla sua pelle quello che già i Latini avevano capito bene: in medio start virtus.

centro

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