Cambiare inno?

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Sei favorevole a Va pensiero al posto di Fratelli d’Italia come nuovo inno nazionale? VOTATE!!!

  1. Certamente. Qui nessuno è schiavo di Roma! Fora di ball!
  2. Scusa no parlo italiano.
  3. Se usciamo al primo girone anche nel 2018 sì.
  4. Abbiamo ben altre priorità. Ad esempio abolire le province di Verbano-Cusio-Ossola e Carbonia-Iglesias.
  5. Mi coglie alla sprovvista. Ero convinto che l’inno italiano fosse Uomini soli dei Pooh.
  6. L’inno è l’inno. E poi adoro quella parte centrale che dice: “poro-pò, poro-pò, poropopopopò”.
  7. Va pensiero non ha rivali. “O simìle di Solima ai fati. Traggi un suono di crudo lamento”… Anche se non ho mai capito fino in fondo cosa vogliano dire, sono parole che fanno riflettere.

punto

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Snob(s)

Io e i miei amici siamo degli snob(s) e una volta alla settimana ci riuniamo per una serata snob. L’ultima volta ci siamo trovati a casa mia a sorseggiare un bicchiere di bianco della Borgogna e ad ascoltare un po’ di free jazz. Io ci tenevo anche a mostrare loro una tela da poco acquistata ad una fiera di arte contemporanea.

A metà della serata decido di cambiare disco (nulla può sostituire il calore del vinile), ma per sbaglio ne metto uno di Chopin, che è accolto con schifo e disgusto dagli altri, indignati di fronte ad un compositore così nazionalpopolare. Mi sono affrettato a sostituirlo con un Debussy, e non è mancata comunque qualche nota di disapprovazione: “Personalmente avrei preferito un buon John Cage. L’ultimo Cage in particolare” ha sentenziato Giorgio.

Dovete sapere infatti che Giorgio predilige l’ultimo Cage, Luigi il primo Stockhausen, Franco l’ultimo Webern. Io personalmente detesto l’ultimo Stravinsky, che invece è molto amato da Giorgio, il quale non sopporta il primo Nono (scusate il gioco di parole), per cui stravede Franco, che non ama il primo Varèse, mentre Luigi disprezza l’ultimo Berio. Questo succede anche quando decidiamo di vedere un film: io non amo l’ultimo Bergman, che invece è apprezzato da Franco, il quale odia il primo Antonioni, il migliore, secondo Luigi, che condivide con Giorgio la passione per l’ultimo Rohmer, a mio parere molto sopravvalutato.

Durante l’ascolto la discussione si accende. Giorgio sostiene che il pianismo di Benedetti Michelangeli sia troppo algido e ovattato, e gli antepone le oscillazioni agogiche di Claudio Arrau, mentre Franco e Luigi hanno parole di apprezzamento per le sfumature dinamiche di Richter, e io affermo che se non fosse morto giovane Dinu Lipatti sarebbe ricordato per un fraseggio di gran lunga superiore a quello degli altri due. Come succede in questi casi, ciascuno di noi si accalora per sostenere la sua opinione: qualche frecciatina, poi qualche parola grossa, un paio di spintoni…

Risultato della serata: tre ferite lacero-contuse, un trauma cranico, escoriazioni diffuse.

Non escludo che la prossima volta noi si possa discutere di fica.

snob

 

Quando c’era Lui

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Quando c’era Lui si poteva passare per la stazione anche a tarda notte e non si veniva stuprati.

Quando c’era Lui si poteva lasciare in stazione una bicicletta incustodita e la si ritrovava il giorno dopo, riverniciata.

Quando c’era Lui i treni in stazione arrivavano in orario.

Quando c’era Lui quasi tutto avveniva in stazione.

Quando c’era Lui i ragazzini ti davano del Lei.

Quando c’era Lui la banda era larga, gratuita e suonava bene.

Quando c’era Lui si bonificava l’ago pontino.

Quando c’era Lui certe cose non succedevano.

Francesco Crispi, intendo. Di chi pensavate che stessi parlando?

Ebbene sì, sono un crispino e me ne vanto!

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Le inchieste dell’ispettore Sbrana (1)

La vecchia giaceva orribilmente riversa al suolo, inerme, inerte, imberbe. L’assassino/a aveva tentato di aggredirla avvalendosi del flit, ma lei aveva opposto resistenza. Allora l’aveva finita con il gas. Ed era fuggito/a senza lasciare traccia. La villa era immersa nel silenzio, a parte il rumore lontano e quasi impercettibile di uno sciacquone. Questo era pane per i denti dell’ispettore Sbrana. Per la verità era un ispettore scolastico, ma sapeva fare bene il suo mestiere.

Arrivato alla villa insieme a Fido, il suo assistente, l’ispettore trovò la figlia della vecchia comprensibilmente in lacrime: “Come è potuto succedere? Perché? Perché?” gridava disperata. “Signora, non si preoccupi” la consolò prontamente Sbrana “Epicuro diceva che non dobbiamo temere la morte, perché quando ci siamo noi non c’è lei e quando c’è lei non ci siamo noi”. “Ah, ok. Sto già meglio”.

Per rompere il ghiaccio Sbrana iniziò con le presentazioni: “Sbrana”, disse. “Ma no, è buonissimo”, rispose la signorina, riferendosi al pitbull che nel frattempo era entrato nella sala. “E questo è Fido, il mio assistente”. “Ma come parla scusi? Avrebbe dovuto dire: questo è il mio fido assistente”. “E’ sottinteso. Comunque, se preferisce: questo è il mio fido assistente Fido. Oppure: questo è il mio assistente fido, Fido. Fido è fido”. “Ma… è una tautologia!”. “In effetti, non per vantarmi, ma sono un tautologo”. “Capisco: questo invece è Fido, il mio pitbull”. “Avrebbe dovuto dire: questo è il mio fido pitbull. Comunque va bene anche così”.

“Senta ispettore, voglio essere chiara” disse la donna “so che c’è stato uno spiacevole equivoco, uno scambio di persona, e che lei è un ispettore scolastico. Se non se la sente di avviare le indagini me lo dica pure tranquillamente, e amici come prima”. “Signorina” rispose Sbrana “Se non me la sentissi non sarei qui. Più che altro mi dispiace per l’altro ispettore, il signor Holmes, che è finito con il dottor Watson a controllare registri di seconda media. Ma non perdiamo altro tempo, cominciamo”.

continua …

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Bipolare

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

In questo periodo non mi sono fatto sentire, ma non pensiate che non sia rimasto scosso per i drammatici eventi che si trova a fronteggiare il nostro mondo occidentale.

Ricordo che martedì scorso ho assistito ad un servizio in TV sui metodi di propaganda dell’Isis e non ho mancato di esprimere la mia indignazione postando su Facebook un “vergogna” che ha ricevuto 843 ‘mi piace’ in poco meno di mezz’ora.

Mercoledì mattina al lavoro ho litigato con un collega di sinistra e gli ho gridato nelle orecchie: “Costruire una moschea? Giammai!”.

La sera al ristorante me la sono presa invece con mio cognato leghista: “Vorresti che gli immigrati sparissero, tranne quando ti fanno comodo, eh? Gli immigrati sono quelli che ci pagano le pensioni! E la badante di tua madre, eh? Vuoi fare sparire anche quella, eh?”. E me ne sono andato sbattendo la porta.

Il giorno dopo parlando con l’edicolante…

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Megalomani

Questa mattina vado a fare colazione al bar: appena mi vede, il barista mi fa accomodare in uno studio e mi porge un grosso volume pieno di fotografie. “Ma cos’è?” chiedo. “E’ il catalogo delle nostre brioches, signore. Noi teniamo molto al design e non lasciamo nulla al caso. Scelga pure con comodo”. Non c’è stato nulla da fare: ha voluto che lo sfogliassi tutto, e sono arrivato tardi al lavoro.

Pausa pranzo: decido di prendere un kebab al volo. Il kebabbaro mi illustra con dovizia di particolari la sua concezione di cucina fusion, un mondo di sapori in cui tradizione e innovazione si incontrano. Sostiene anche di avere fatto uno stage da Carlo Cracco e di puntare con decisione alla terza stella Michelin.

Vado a prendere mio figlio a scuola, e mi consegna il libretto in cui il professore di italiano ha scritto che mi concede udienza.

Controllo le mail e vedo che il mio amministratore di condominio per discutere della questione della tinteggiatura del vano scala ha indetto un concilio ecumenico.

Stressato da questa giornata, la sera accendo la TV. Su Rai2 c’è il colonnello del Meteo che indica la carta e annuncia: “Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti”. Passo a La7 e apprendo con stupore che “8 1/2” di Lilli Gruber è diventato “10 e Lode”.

Allora, lo diciamo chiaro e tondo, una volta per tutte: siamo stufi di vivere circondati di megalomani. Cioè, in realtà sono stufo solo io, ma prediligiamo il plurale maiestati’s.

megalomane

 

Il mio amico Zukkenberg

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Ho con Zukkenberg un rapporto di decennale stima e amicizia (gli ho fatto anche gli auguri ad Halloween, la sua festa). Ci vogliamo bene anche se i suoi galoppini mi hanno bannato da Facebook due volte (se lo sapesse li licenzierebbe tutti).

Spesso mi chiede consigli per migliorare il suo social network. Mi permetto di rivelare un’informazione che finora era rimasta riservata: sono io che gli ho consigliato di introdurre il pulsante ‘Non mi piace’, e lui ancora mi ringrazia per il mio suggerimento.

Non solo: gli ho anche suggerito di introdurre i pulsanti “Non disdegno”, “Mi sarebbe piaciuto, ma”, “Comprendo, tuttavia non approvo appieno”, “Non mi piace, ma piace tantissimo a mia zia”, nonché l’emoticon accidioso, l’emoticon velleitario, l’emoticon istrionico, l’emoticon transgender, l’emoticon in preda a spleen (per utenti romantici e decadenti), l’emoticon in preda a saudade (per utenti portoghesi e brasiliani), e molti altri ancora…

Ciao Zukki!!!

emo

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