Visita al museo

Oggi è stata proprio una bella giornata: ho portato mio figlio al Museo della Storia. Quante cose meravigliose abbiamo visto! Pensate che in una teca era conservato, ancora in ottime condizioni, il famoso dado di Cesare; non si poteva toccare, ma comunque si capiva benissimo anche solo guardandolo che era stato tratto. In un’altra sala invece abbiamo avuto modo di ammirare la corona di Carlo Magno, con ancora una spruzzatina di neve fresca sopra e alcuni fiocchetti rossi decorativi: in effetti una didascalia spiegava che l’incoronazione è avvenuta la notte di Natale dell’800.

La cosa bella è che alcune parti di questo museo sono interattive. Ad esempio nella stanza dedicata alla Rivoluzione francese è possibile gustare un pezzettino delle famose brioches di Maria Antonietta. Ce ne sono di vari tipi: mio figlio ha scelto quella integrale al miele, mente io ho optato per una al kamut con marmellata di frutti di bosco.

Una sezione molto interessante è anche quella dedicata al nostro Risorgimento. Abbiamo imparato un sacco di cose (ad esempio che Nino BiXio è abbreviazione per Nino Biperio), e abbiamo anche potuto vedere in azione la famosa spigolatrice di Sapri (in basso nella foto), ancora perfettamente funzionante!

Ma il momento più emozionante è stato quando, davanti all’elmo di Scipio, mio figlio è stato colto da un attacco di amor di patria: “Papà”, mi ha detto “si è fatto tanto per unire questo Paese! Perché c’è della gente cattiva che lo vuole dividere? E come è possibile che qualcuno sia così esterofilo da sostenere che è bello fare l’amore da Trieste in su?”. Siamo scoppiati entrambi a piangere e ci siamo abbracciati. Ma in cuor mio io ero pieno di orgoglio per aver sentito il mio figliolo usare la parola ‘esterofilo’. Pensate: ha solo 35 anni!

spigolatrice

La mia opinione

Molta gente mi ferma per strada e mi chiede di esprimere con chiarezza la mia opinione sul tema dell’inmigrazione. Si tratta di una problematica quanto mai complessa ed è difficile per me trattarla in questa sede. Tuttavia proverò ugualmente ad illustrare i termini della questione per sommi capi.

Dunque, se io potessi riunirei tutti gli inmigrati in una stanza e gli direi: “Inmigrati, perché inmigrate? Voi vi lamentate perché noi ci lamentiamo perché inmigrate, ma se non inmigraste non ci lamenteremmo che voi inmigrate. Siete voi che avete inmigrato. Io non vi dico: non inmigrate più. Però capite che inmigra oggi, inmigra domani, alla fine siete troppi ad inmigrare. Inmigrate una volta, e va bene. Inmigrate una seconda volta, e passi. Alla terza però siamo stufi di tutte queste inmigrazioni. Inmigrate pure, ma inmigrate poco. Oggi inmigri tu, poi magari tra dieci giorni inmigra lui. Ma non inmigrate tutti insieme, se no poi è chiaro che noi protestiamo per le vostre inmigrazioni e voi ci rimanete male perché dite che noi non vogliamo che voi inmigrate, mentre invece vi chiediamo solo di non inmigrare troppo. Chiaro o no?”

Lo so, mi farò dei nemici, ma la mia inparzialità mi inpone di essere inpopolare.

in

Zero!

WordPress.com, che ospita il mio Blog, mi ha regalato una settimana densa di soddisfazioni.

L’altro giorno mi arriva una notifica: Giovanni, oggi hai battuto di nuovo il record di visite al Blog!

Il giorno dopo un’altra notifica: hai battuto il record di like(s) quotidiani!

Il giorno dopo ancora: nuovo record di commenti ai tuoi post(s)!

Ma la notifica più bella è arrivata ieri: più di mille post(s) e nessun contenuto!

Si avvera dunque la mia utopia, quella di un Blog all’insegna dello zero: zero contenuti, ma anche zero calorie, zero tituli, Zero Renato.

E pensare che nessuno mi credette quando allora lo dicetti!

Zero

I favolosi anni 80

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Alzi la mano chi non ha nostalgia degli anni 80.

I Duran Duran, Michael Jackson, Madonna, il primo Jovanotti, le discoteche, la Milano da bere, gli yuppies, i paninari, le cinture Charro, il bomber, Drive in, le pettinature, il Commodore 64, il mangiacassette, i gettoni per telefonare, le caramelle degli anni 80, le merendine degli anni 80, i cartoni animati degli anni 80, le serie TV degli anni 80, i film degli anni 80, le pubblicità degli anni 80, i giochi degli anni 80…

E poi ancora: i raffreddori degli anni 80, le feci degli anni 80, i prati degli anni 80, i preti degli anni 80, i cani degli anni 80, le orecchie degli anni 80, i fagioli degli anni 80, gli 8 degli anni 80, gli 0 degli anni 80, 80 voglia degli anni 80, cosa resterà degli anni 80, ecc. ecc.

Un’epoca irripetibile.

Che peccato essere rimasto…

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Pazzo di Collo

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Sin dai tempi in cui rimpiangeva Laura nutro un’ammirazione smisurata per Nek.

Non molti sanno che Nek è nome d’arte di Rodolfo Collo (l’assenza di c è licenza poetica).

La mia passione è tale che spesso mi sorprendo a pronunciare frasi come:

“Mi capiti così, tra capo e Nek?”

“Mi sono precipitato qui a rotta di Nek”

“Ho fatto questa cosa obtorto Nek

“Per poco non ci rimettevo l’osso del Nek!”

“Siamo nei guai fino al Nek”

“Ho dormito male. Ho il torciNek”

nek

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Le inchieste di Sbrana (3)

Mentre rimuovevano il cadavere della vecchia Fido notò che Sbrana si era ammutolito. “A cosa sta pensando, ispettore?”

“Caro Fido, pensavo… Nella nostra società il numero di anziani cresce sempre di più, eppure noi spesso facciamo finta che non esistano e li emarginiamo. Anche questa donna, ad esempio, era ricca quanto vuoi, ma alla fine viveva sola, con l’unica compagnia del suo maggiordomo, ed è morta sola. E lei era già una privilegiata. Pensa a tutte quelle vecchie che trascorrono gli ultimi anni nelle case di riposo, ti sembra giusto? Quanto erano belle quelle famiglie di una volta, in cui il nonno si sedeva a capotavola e veniva servito per primo a cena in segno di rispetto. La vecchiaia allora era sinonimo di saggezza, e i vecchi venivano ascoltati in silenzio, perché si pensava che avessero qualcosa da insegnare. Oggi invece siamo tutti presi dai nostri egoismi personali, tutto deve essere veloce, tutto è basato sulla competizione. Quale spazio possono avere le persone anziane in un mondo come questo? Noi cerchiamo il colpevole di questo omicidio… Ebbene, sai a quale conclusione sono giunto? Sai chi è il VERO colpevole, secondo me? Il vero colpevole è il sistema!”

“Ma… ispettore, questo è un giallo, noi non avremmo dovuto rivelare subito chi è il vero colpevole!”

“Cavolo, hai ragione! E adesso che facciamo?”

…continua…

sistema