Sozzo bubbone

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Caro Giovanni, ieri sera tornando da un ridotto d’amici soliti a straviziare insieme, ho sentito un mal essere, un abbattimento, una fiacchezza di gambe, una gravezza di respiro, un’arsione interna. “Sto bene ve’ “, ho detto al Griso coricandomi, “Sto benone. Ma ho bevuto forse un po’ troppo. C’era una vernaccia!”. Dopo un lungo rivoltarmi, finalmente mi sono addormentato, e ho cominciato a fare i più brutti e arruffati sogni del mondo. Per farla breve, al risveglio mi sono scoperto l’ascella, ci ho dato un’occhiata paurosa e ho visto un sozzo bubbone d’un livido paonazzo. Così ho chiamato il Griso, a cui ho sempre fatto del bene e l’ho mandato dal Chiodo chirurgo, un galantuomo che, chi lo paga bene, tien segreti gli ammalati. E sai, Giovanni, che il Griso è corso subito da lui? Non è un amore? Tra qualche minuto dovrebbe essere di ritorno…

Don Rodrigo

Caro Padre…

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