Le inchieste di Sbrana (7)

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Erano passati alcuni giorni dall’arresto del maggiordomo rom. Sbrana avrebbe dovuto essere soddisfatto, invece era molto inquieto. “Eppure c’è qualcosa che non torna” continuava a ripetere. Finché nel corso di una notte insonne ebbe un’illuminazione, e telefonò subito a Fido, in preda ad un’emozione incontenibile: “Fido, il maggiordomo è innocente! In casa sua è stato trovato un coltello insanguinato, giusto? Ma la vecchia signora è stata uccisa a colpi di pistola! Quindi l’arma del delitto non può essere il coltello!”

“Ispettore, ma… ma lei è un genio!” disse Fido, piuttosto contrariato per essere stato svegliato a quell’ora. In realtà aveva subito pensato anche lui che il coltello non c’entrava niente con il delitto, ma non l’aveva fatto presente all’ispettore perché non voleva essere invadente. “Oh, non esageriamo, Fido, mi metti in imbarazzo. Ho solo applicato il mio solito metodo deduttivo. O era induttivo? Non ricordo mai…”. Proprio in quel momento…

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