Le confessioni di un Italiano

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Caro Giovanni, sono molto stressato. Avere una doppia vita non è facile, e tu ne sai qualcosa. L’altra domenica, subito dopo la S. Messa, con la scusa di comprare un cabaret di paste, sono andato dalla Pisana, la mia amante, e le ho dato una bottarella. Da questa donna (vedessi che pezzo di gnocca) ho anche avuto un figlio, e per mantenerlo ho dovuto aprire un conto segreto in banca, ma per carità, mia moglie non sa nulla. Tornato a casa, dopo un bel pranzetto, mi sono sintonizzato su Mediaset Premium e ho seguito il calcio fino a sera. Quello è il momento della settimana in cui di solito caccio fuori di casa mia moglie e i figli: la serie A è sacra, e nessuno mi deve rompere i coglioni; tra l’altro, avendo mangiato quattro porzioni di pasta al pesto, un pollo arrosto e due babà, mi sentivo un po’…

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Tema. I Promessi Sposi

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Tracce:

  1. Nella prima versione dei Promessi Sposi Renzo è Fermo, mentre nell’ultima si muove molto: basti pensare che ogni giorno va a lavorare nella Finlandia. Inoltre si dà molto da fare per cambiare le cose e, quando sbaglia, lo fa sempre in buona fede. Non credi che in questo assomigli ad un nostro ex presidente del consiglio? Trovi che ci siano anche delle differenze tra i due, oltre al fatto che uno è al plurale e l’altro no?
  2. Don Abbondio, Don Rodrigo, Don Ferrante: chi dei tre è un prete? (non più di 8 facciate).
  3. Immagina di passare una brutta notte, dando la colpa alla vernaccia, e poi di svegliarti e scoprire che hai sotto l’ascella un sozzo bubbone: cosa faresti?
  4. “La sventurata rispose”. Con queste celebri parole l’autore lascia intendere che la monaca di Ponza ha ormai ceduto alle avances di Egidio. Secondo te cosa rispose? p.s. Anche se affronti argomenti…

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Main. 13, 20-21

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

E Mainato disse: “In verità, in verità vi dico…”.

“Sì? Dicci, Maestro”.

“In verità vi dico…”.

“Ti ascoltiamo”.

“Non me lo ricordo più”.

“Accidenti!”

“Aspetta. Fatemi concentrare”.

“Alle volte riepilogando quello che si è detto prima torna in mente”.

“Dunque, vediamo: il seminatore…, il Figlio dell’Uomo ecc. ecc., il Regno…, ama il prossimo tuo…, la zizzania…, beati gli ultimi… No, porca miseria, non mi viene in mente. Mi fa una rabbia quando mi succede!”

“Maestro, sono cose che capitano”.

“Sì, è vero, capitano. Pazienza, evidentemente non era una cosa così importante”

“Evidentemente no”.

“Se mi torna in mente ve la dico la prossima volta”.

“Va bene”.

“Ok, allora a posto così”.

“A posto”.

“Alla prossima”.

“Arrivederci Maestro”.

“Arrivederci”.

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Tradizionalista

Non mi importa se andrò incontro a critiche: io penso che i mali del nostro tempo siano anche responsabilità della Chiesa, che è diventata troppo moderna e mondana. Dove sono finiti i valori della nostra tradizione cristiana? Ormai ognuno dice e fa quello che vuole.

Io ad esempio mi dichiaro antiabortista, antidivorzista, anti-anticoncezionalista, e anche anticonciliare. Ebbene sì, non riconosco le innovazioni introdotte dal Concilio. Mi riferisco al Concilio di Trento, ovviamente. Sono talmente indignato che un giorno ho fatto irruzione in un circolo di lefevriani e li ho presi a male parole: “Ma dove siamo? Che cos’è questo, un circo? Vergogna! Un po’ di serietà!”

Leggo che di recente è stato cambiato il “Padre nostro” e che adesso bisognerebbe dire “non lasciarci cadere in tentazione” perché se no Dio sembra cattivo. Non solo: una mia fonte ben informata del Vaticano mi assicura che tra poco cambieranno anche il finale per renderlo più informale: “Ma liberaci dal male. Ciao”. Non vi sembra una cosa gravissima?

Di recente poi è successo un episodio che mi ha particolarmente turbato e che riguarda la musica che si suona durante la messa. Io infatti ho sempre sostenuto che Palestrina sia troppo frivolo e inadatto alle cerimonie religiose. Ma non pensavo che si potesse arrivare a tanto: un giorno sono entrato in chiesa e lì ho visto che la messa era accompagnata da orde di giovani schitarranti, con i capelli lunghi e le tasche evidentemente colme di preservativi pronti per essere usati. Non ci ho visto più: mi sono scandalizzato a tal punto che mi sono stracciato le vesti come il sacerdote Caifa. Vedendomi senza vestiti, la signora dietro di me si è scandalizzata e se le è stracciate a sua volta. In questo modo ha scandalizzato il signore di fianco, che se le è stracciate anche lui. Alla fine in chiesa siamo rimasti tutti nudi ed è arrivata la buon costume a portarci via. Ora dobbiamo rispondere di oltraggio al pudore.

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Esiste il vero amore?

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Anche io mi sono spesso chiesto se esista il vero amore.

A questo proposito vi racconto una mia esperienza. Tempo fa ho iniziato a corteggiare una ragazza. Ero pieno di attenzioni e di gentilezze e, da vero gentiluomo, le portavo sempre dei fiori: lillà, tulipani, orchidee, margherite, fiori del male e anche un mazzolin di rose e viole, onde siccome suole ornare ella si appresta il petto e il crine.

Inoltre le sussurravo spesso all’orecchio parole come “pozzo”, “Oceano Pacifico” e simili. Lei ne era lusingata, perché nessuno le aveva mai detto cose così profonde. Insomma, il mio era un corteggiamento con tutti i clismi.

In quel periodo ho anche avuto modo di constatare un fenomeno molto interessante: al cor gentil rempaira sempre amore come l’ausello in selva a la verdura. Scusate la volgarità.

Io speravo, pregavo che quella fosse la volta buona, di avere trovato finalmente il vero amore…

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Aporia n. 2

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Vi ricordate del mio amico esperto in aporie? Noooo??? Poco male, tanto non sapete il significato della parola. In ogni caso me ne ha proposta un’altra: 

VIVO TU e MORTI TUTTI GLI ALTRI?

oppure

MORTO TU e VIVI TUTTI GLI ALTRI?

Attenzione, la risposta non è scontata come sembra. Pensa di essere l’unico sopravvissuto: come farai funzionare l’energia elettrica? Dove comprerai il controfiletto di vitello? Con chi parlerai? Con chi farai all’amore? Come potrai guardare Maurizio Costanzo se la televisione è spenta e lui è morto? Certo, è vero che ti potrai prendere alcune piacevoli libertà, come girare nudo, defecare per strada, spaccare una vetrina di Cartier, abbuffarti di prodotti a lunga conservazione in un supermercato: ma a lungo termine sarebbe davvero una vita degna di essere vissuta?

SONDAGGIO! Domani stesso porterò di persona i risultati all’Istat. 

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Varianti d’autore

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Non so voi, ma io amo particolarmente Carducci. Dirò subito, per inciso, che preferisco chiamarlo Cardi: mi sembra più virile e più adatto a lui, e in ogni caso i vezzeggiativi non mi sono mai piaciuti. In ogni caso, vi volevo comunicare che ho fatto una scoperta incredibile: il sommo verso “t’amo pio bove” era solo una tra le varie possibilità a cui Cardi aveva pensato: facendo una ricerca a tappeto sui manoscritti abbiamo trovato (uso il plurale maiestati’s) delle significative varianti d’autore. In particolare:

T’amo pio Giove (sarebbe una clamorosa manifestazione di paganesimo da parte del poeta)

T’amo mio LOVE

“‘Nnamo, zio!” “Dove?”

T’amo, mio 9 (attesterebbe l’entusiasmo del poeta per un centravanti non ancora identificato con certezza)

Ciao, ci son nuove?

Caro, si muove!

Tanto si muore.

Ardo: non piove!

Interessante, no?

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