Mostra del cinema

Si è chiusa di recente la Mostra del cinema di Venezia. Ora lo posso dire: anche io ho partecipato con un mio lungometraggio, ma è stato un buco nell’acqua, nel senso che dopo la proiezione la giuria ha buttato la pellicola nella laguna.

Comunque me lo aspettavo perché il film era molto sperimentale e provocatorio, e penso che l’umanità non sia ancora pronta per la visione. E pensare che avevo avuto l’idea di rendere un omaggio alla giuria ambientando la trama del film nella stessa città in cui l’ho presentato! In pratica raccontava di una donna dall’aspetto raccapricciante che ogni tanto compare in una sala cinematografica vicino a Rialto e spaventa a morte gli spettatori.

Il titolo era: “La mostra del cinema di Venezia”.

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Tagli alla cultura

Tenere in vita un blog come questo è una sfida. Pochi infatti sono pronti a riconoscerne l’alta funzione civile e a considerarlo per quello che è, cioè un patrimonio dell’intera umanità.

D’altra parte nell’Italia di oggi funziona così. Con la cultura non si mangia, dicono. E non è vero. Io ad esempio in un periodo di stenti mi sono nutrito con I promessi sposi di mio figlio. Dal momento che gli serviva per studiare ho optato per la prefazione dell’Anonimo, che di solito a scuola non si fa mai: certo, non nego che la lingua del Seicento mi ha provocato una certa pesantezza di stomaco.

A proposito di scuola: che disastro! Tagli su tagli! Vi dico solo che il titolo dell’antologia di italiano di mia figlia, Il piacere del testo, quest’anno è diventato Il piacere del. Inoltre fino a qualche anno fa ogni classe aveva in dotazione un tablet: ora solo tavolette cerate di Ercolano.

D’altra parte è così dappertutto. Io ad esempio sono un grande appassionato di musica, e mi piange il cuore a pensare alle condizioni in cui trova il teatro della mia città. Avevo già capito che c’era qualche problema di bilancio quando ha iniziato a proporre a oltranza L’opera da tre soldi. L’anno scorso poi non vi dico la delusione, nello scoprire che uno dei capolavori di Rossini che amo di più era stato orrendamente dimezzato. Mi sono subito precipitato alla biglietteria per chiedere spiegazioni:

“Ma scusi, e la Ramide di Rossini?”

“Mi dispiace signore, quest’anno solo Semiramide. È per via dei tagli”.

forbici