Arcaizzo al karaoke

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Ultimamente io ed alcuni amici ci dedichiamo a sedute intensive di karaoke, ma loro mi criticano perché dicono che improvviso e non rispetto le parole delle canzoni.

E va bene, lo ammetto: ogni tanto arcaizzo o comunque tento di elevare il tono. Preferisco cantare, ad esempio, “Niuno mi può giudicare”, “Io non so favellar d’amore”, “Bramo una vita spericolata”, “E dimmi che non vuoi perire”. Volete che mi ammazzi per questo? Non credo che se gli spettatori se ne vanno a casa avendo arricchito il loro vocabolario ci sia qualcosa di male, no?

Inoltre cerco sempre di evitare concetti estremi e di essere prudente. Ad esempio canto “Io che amo quasi solo te”. Anche quando interpreto il mio cavallo di battaglia, l’immortale brano di qualche anno fa di Jovanotti, Pelù e Ligabove, preferisco cantare “Il mio nome è quasi mai più”. Ho pensato infatti che se per caso un domani…

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Esordio letterario (2)

Tempo fa ebbi a dire che volevo scendere in politica.

Poi cambiai idea e dicetti che volevo scendere in letteratura.

L’ipotesi, se ben ricordate, era quella di scrivere la storia di una coppia di trentenni in crisi, inserendo nel racconto almeno un “fa aggio” e un “conciossiacosaché”.

Non ho ancora rinunciato all’idea del “conciossiacosaché”, ma ho abbandonato l’idea dei trentenni. Basta con queste piccole storie sentimentali da fiction!

Lo so che è un’impresa difficile, ma vorrei tentare di scrivere un romanzo che sia anche un grande affresco della difficile epoca in cui viviamo.

Si tratterà, credo, di un racconto allegorico incentrato su un gruppo di persone la cui bassa statura simboleggia la totale vacuità e mancanza di valori.

Il titolo sarà I nani inani.

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Sozzo bubbone

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Caro Giovanni, ieri sera tornando da un ridotto d’amici soliti a straviziare insieme, ho sentito un mal essere, un abbattimento, una fiacchezza di gambe, una gravezza di respiro, un’arsione interna. “Sto bene ve’ “, ho detto al Griso coricandomi, “Sto benone. Ma ho bevuto forse un po’ troppo. C’era una vernaccia!”. Dopo un lungo rivoltarmi, finalmente mi sono addormentato, e ho cominciato a fare i più brutti e arruffati sogni del mondo. Per farla breve, al risveglio mi sono scoperto l’ascella, ci ho dato un’occhiata paurosa e ho visto un sozzo bubbone d’un livido paonazzo. Così ho chiamato il Griso, a cui ho sempre fatto del bene e l’ho mandato dal Chiodo chirurgo, un galantuomo che, chi lo paga bene, tien segreti gli ammalati. E sai, Giovanni, che il Griso è corso subito da lui? Non è un amore? Tra qualche minuto dovrebbe essere di ritorno…

Don Rodrigo

Caro Padre…

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Malinteso (3)

Recentemente mi sono concesso qualche giorno di vacanza con la mia famiglia. Al momento di lasciare l’albergo l’addetto alla reception, evidentemente rendendosi conto della nostra faccia un po’ imbronciata, ci ha chiesto se era andato tutto bene.

“Sì” gli ho risposto “Nulla da dire sull’albergo, ma se posso essere sincero le confesso che complessivamente siamo rimasti un po’ delusi dalla località. Non so, forse siamo stati un po’ sfortunati con il tempo: tre giorni consecutivi di nebbia e pioggia credo siano una rarità da queste parti. Il fatto è che tutti gli amici ci avevano consigliato di venire qui, decantandoci le bellezze del posto: i Faraglioni, la Grotta Azzurra, le piazzette, e chi più ne ha più ne metta! Francamente mi aspettavo qualcosa di più. Uniche note positive: abbiamo comprato un po’ di magliette a poco prezzo, e il lambrusco che ci avete offerto al nostro arrivo era molto buono”.

Mentre stavo uscendo ho sentito l’addetto che commentava tra sé e sé: “L’è fòra com un balcoun!”, e quelle parole mi hanno messo una pulce nell’orecchio. Mi sono detto: “Non sarà che per caso…?”, e appena entrato in macchina ho subito controllato. Proprio come sospettavo: impostando il navigatore prima di partire per sbaglio avevo scritto “Carpi”.

Pazienza. Sono cose che succedono.

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Incipit n. 6

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Incipit(s) alternativi di Pinocchio, per grandi e piccini.

C’era una volta… “Un re!” diranno subito i miei piccoli lettori. E io che puntavo sull’effetto sorpresa…

C’era una volta… “Un pezzo di legno!” diranno subito i miei piccoli lettori. No ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un re.

C’era una volta… “Un re!” diranno subito i miei piccoli lettori. No ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un Sol.

C’era una volta… “Un re!” diranno subito i miei piccoli lettori. No ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di merda.

C’era una volta… “Un re!” diranno subito i miei piccoli lettori. Ecco, se mi interrompete subito mi girano i coglioni. Allora o ve ne state zitti, oppure per me la favola finisce qui. 

pinocchio

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Decalogo

Mi si dà del bacchettone solo perché ho scritto un decalogo che in casa mia tutti sono tenuti a rispettare. Si tratta di normali regole di civiltà:

  1. Mettersi le scarpe quando si entra in casa.
  2. A tavola servire prima le signore, poi gli individui di sesso incerto.
  3. Non sostituire una posata sporca con quella del vicino.
  4. I selfie che si fanno a cena devono coinvolgere tutta la famiglia.
  5. Non nominare il nome di zio invano. Il fatto che abbia una liaison con il babbo creerebbe imbarazzo.
  6. Non desiderare la nonna d’altri. Solo la propria.
  7. Non mettere le dita nel naso d’altri. Solo nel proprio.
  8. Non gettare preservativi nel vaso delle begonie.
  9. Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.
  10. Quando si dorme la televisione deve rimanere spenta.

Scusate, ma sono fatto così. Sono un uomo d’altri tempi. Sono un padre di famiglia: mio figlio e mia figlia infatti si sono sposati tra di loro. Hanno due bambini.

brutti

Le primarie

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Credo molto nel meccanismo delle primarie. Ne faccio quasi ogni giorno.

La mattina alla fermata dell’autobus per scegliere gli anziani candidabili ai posti riservati io organizzo le primarie.

Ci troviamo con amici per una partita a scopone scientifico e stabiliamo chi dà le carte con le primarie.

Prima del torneo di calcio a 5 con i colleghi, lancio le primarie per decidere i rigoristi.

Le primarie sono ciò che distingue l’uomo dal primate.

L’altro giorno mi trovavo in ospedale per i postumi di un intervento e ho chiesto al primario se avesse fatto le primarie. Si è offeso e si è rifiutato di togliermi i punti.

Che suscettibilità!

In ogni caso il primato delle primarie spetta a me.

prim

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