Creativo

Tra le tante attività a cui mi sono dedicato per sbarcare in lunario (o sbancare? Non ricordo mai) c’è anche quella del creativo pubblicitario. Si tratta della figura professionale che inventa gli slogan(s) per gli spot(s).

Non è stato un percorso semplice. Come tutti i veri creativi, infatti, non sempre sono stato capito.

All’inizio mi si accusava di creare slogan(s) troppo colti: ad esempio “Il dado è tratto” per un gioco da tavolo, “I have a dream!” per un farmaco contro l’insonnia, “Ei fu” e “Memento mori” per un’impresa funebre, “Omnia munda mundis” per un fustino di detersivo, “Il cielo stellato sopra di me” per una cabriolet.

Ricordo che una volta una nota ditta di gelati mi chiese di trovare uno slogan che fosse efficace ed icastico. Io, pur non avendo le idee chiarissime sul significato del secondo aggettivo, mi misi subito all’opera, e alla fine, dopo un duro lavoro, proposi questo: Pur nella consapevolezza della caleidoscopica mutevolezza dell’animo umano, partendo dal presupposto che de gustibus non est disputandum, e non ignorando i veti di una legislazione che reprime ogni forma di pubblicità comparativa illecita, mi sentirei di consigliare vivamente un prodotto che, ammesso e non concesso che voi vogliate accordarmi la vostra attenzione per questo torno di tempo, potrebbe a buon diritto aspirare ad allietare le vostre giornate estive in ragione di peculiari proprietà organolettiche finalizzate ad una piacevole stimolazione delle vostre papille gustative. Se però volete acquistare altre marche, amici come prima. Non fu giudicato sufficientemente icastico.

Di recente mi è stato chiesto anche dal Ministero della Salute di inventare nuovi slogan(s) per un’efficace campagna antifumo. Infatti “Il fumo uccide”, “Il fumo provoca il cancro” e”Il fumo provoca sterilità” sembrano non sortire alcun effetto. Io ho proposto: “Il fumo provoca l’uscita dall’Europa”: scommettiamo che tra un paio di settimane le tabaccherie chiuderanno?

Onestà intellettuale

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Da tempo sono attanagliato da un dubbio: quando bisogna dire che una persona ha o non ha onestà intellettuale? Vi faccio alcuni esempi.

Tempo fa un mio amico che da giovane aveva vissuto la stagione del ’68 e militato nella sinistra extraparlamentare mi diceva: “La cosiddetta rivoluzione del ’68 si è presentata come marxista, ma in realtà non era altro che una forma di autocritica della borghesia. Noi all’epoca non lo capimmo. Forse solo Pasolini ebbe la lucidità di comprendere che la vera rivoluzione, quella neocapitalistica, era già avvenuta nella struttura”. Io, sinceramente ammirato, mi sono permesso di rivolgergli un complimento: “Questa tua autocritica ti fa onore. Sei evidentemente una persona di grande onestà”. A quel punto ho notato che mi guardava un po’ storto, come se nelle mie parole mancasse qualcosa. “Intendevo dire” mi sono affrettato ad aggiungere “che sei una persona di grande onestà intellettuale”. Si è subito…

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W Napoli!

Oggi volevo dedicare questo post a Napoli e ai Napoletani.

Di Napoli mi piace tutto: ‘o sole (traduzione: il sole), ‘o mare (traduzione: il mare), ‘o Vesuvio (traduzione: il Vesuvio), ‘o surdato innamorato (traduzione: il soldato innamorato), ‘o mandolino (traduzione: il mandolino), le malefemmene (al nord le tariffe sono molto più alte), la pizza. Mi piace anche il fatto che la vedi e poi muori.

I napoletani sono pieni di sorprese e di sfaccettature: sono scanzonati, ma amano le canzoni, sono generosi e cantano Core ‘ngrato! Mi piace anche il fatto che janno janno (penso sia la terza plurale di jamme, ma non sono sicuro) e che tornano a Surriento.

E anche se qualche volta devono affrontare dei problemi non si perdono d’animo e per farli contenti bastano natazzulellaecafè e la pummarolancoppa, anche se non ho mai capito bene di cosa si tratti.

Ma forse la cosa che mi piace di più è il modo in cui pronunciano Hashtag, Nissan Qashqai, e Huawei.

Cura

E’ importante poter contare su un medico di famiglia affidabile, e devo dire che il mio è bravissimo.

Non solo è molto preparato, ma ha anche un grande intuito. Una volta, ad esempio, gli ho fatto vedere delle mie poesie e lui mi ha fatto seduta stante una diagnosi di “spliin” (penso si scriva così).

Un’altra volta solo sulla base di pochi gesti un po’ sospetti è riuscito a diagnosticare una leggera forma di omosessualità, una malattia che, se presa in tempo, è assolutamente curabile. Pensate che non ho dovuto assumere nemmeno medicinali: solo una leggera cura omopatica.

Ultimamente però mi sembra che si stia un po’ montando la testa. Non so, si comporta in modo strano, fa delle affermazioni che mi lasciano perplesso. Non soltanto sostiene di avere inventato il vaccino contro il vaiolo, ma addirittura di essere l’autore del “De morbo sacro”.

Inoltre proprio ieri dopo avermi visitato mi dice: “Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via, dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai. Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore, dalle ossessioni delle tue manie. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare”. “Dottore”, gli rispondo io “guardi che ho solo un po’ di raffreddore”.

Prima gli italiani

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Lo so, forse mi farò molti nemici per quello che sto per scrivere. So anche che quasi tutti non saranno d’accordo, ma sapete che a me piace andare controcorrente, e quindi non esito a dire a gran voce: “Prima gli italiani!”. L’ho sostenuto, lo sostengo e lo sosterrò sempre.

Case da affittare? Prima gli italiani! Posti di lavoro? Prima gli italiani! Posti liberi allo stadio? Prima gli italiani! Posti liberi in chiesa? Prima gli italiani! Posti liberi nella moschea? Prima gli italiani! Donne single? Prima gli italiani! Gironi di Champions League? Prima gli italiani!

Tra l’altro io non sono di quelli che lo dicono in patria, ma poi si vergognano di ripeterlo quando sono all’estero. Ricordo ad esempio che una volta, in occasione di un concerto a Londra, riuscii a entrare saltando tutta la fila al grido di “Prima gli italiani!”.

Certo, alle volte si possono verificare anche eventi spiacevoli. L’altro…

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I miei amici

Non so come la pensiate, ma secondo me l’amicizia è il sentimento più bello e più puro che esiste al mondo. Come dicevano i latini, amicitia est… e poi non ricordo. Scusate, un po’ di stanchezza.

Io ho solo tre amici, ma sono amici carissimi, con cui condividiamo quasi tutto: condividiamo gli hobby, condividiamo i valori, condividiamo il tifo per la stessa squadra di calcio, condividiamo le mogli. Insieme siamo un quartetto inseparabile, come i quattro moschettieri, i quattro dell’oca selvaggia, i quattro samurai, ecc. ecc.

Loro provano per me una stima immensa. Anzi, devo dire che qualche volta esagerano e mi danno dei soprannomi che mi fanno sentire in imbarazzo. Pensate ad esempio che quando il mio amico Dante chiama il mio amico Guido per dirgli che vuole organizzare una cena con noi a casa sua inizia sempre la telefonata così: “Guido, i’vorrei che tu e Lapo e Dio…”.

Mi sono dimenticato di dire che il terzo amico si chiama Lapo.

Compongo

Nooo! Noooo! No quero! No quero tornar a casa! Quero el helado!!! El helado con la chocolate! Nooo! Mamá, tu eres mala!!! El helado! Quero el heladooooooo!!!!

P.S. Abbiate la cortesia di scusarmi. Sto completando la mia ultima composizione: si intitola Capriccio Espagnol. Per chi non lo sapesse sono anche musicista.

Dopo il chiudisotto

E’ vero, è da molto che manco. Si potrebbe quasi dire che assomiglio un po’ a chi per lungo silenzio parea fioco. E’ inutile che annuiate, lo so che non avete capito l’allusione.

Io in realtà avrei anche fatto a meno di tornare a scrivere, ma un gruppo di italiani ha insistito talmente che alla fine mi sono deciso a farlo. Aspetta, mi ero anche appuntato il numero esatto… eccolo qui: 60 milioni di italiani.

In effetti capisco che leggere i miei post(s) possa essere d’aiuto in un momento difficile. Perché diciamolo pure: è un momento difficile. Dopo un prolungato periodo di lockdown (per i non anglofoni: chiudisotto) la gente finalmente ritorna ad uscire, a passeggiare, a lavorare, ad amare, ma non si può ancora assemblare. Infatti sono vietati gli assemblaggi.

Dopo questa esperienza siamo diventati tutti più sospettosi gli uni verso gli altri. Io ad esempio l’altro giorno sono stato redarguito da un tizio per essere entrato in un supermercato a volto scoperto. Però gli ho risposto per le rime: “Caro signore, lei sarebbe pronto a scommettere che non porto una maschera? Si rilegga Pirandello!”. In compenso nella banca vicino a casa mia sono entrati due ladri con i passamontagna e hanno ricevuto i complimenti di tutti per l’alto senso civico. Vi pare giusto?

Forse qualcuno si chiederà cosa abbia fatto Mainato chiuso nella sua abitazione. Cosa volete che abbia fatto? Quello che hanno fatto tutti: ho letto dei libri (titoli come “Cent’anni di solitudine”, “Il misantropo” e altri), ascoltato musica (soprattutto “Un ballo in maschera” di Verdi), guardato la tv, mi sono dato alla panificazione e, da un certo punto in poi, anche alla pescificazione: in poche parole ho moltiplicato dei pani e dei pesci per passare il tempo. Ho anche appeso al mio balcone un cartello con scritto: “Andrà tutto discretamente”.

E, come tutti mi sono chiesto il perché di tutto questo. Ad un certo punto ho avuto quasi il sospetto che il nostro premier abbia ucciso il padre e si sia accoppiato con la madre. Sarebbe veramente spiacevole.

Comunque, non pensiamoci più. Cedendo alle vostre richieste ogni tanto posterò qualcosa. Voi nel frattempo fatevi un serio esame di coscienza e chiedetevi se ve lo meritate.

ladri

 

Mostra del cinema

Si è chiusa di recente la Mostra del cinema di Venezia. Ora lo posso dire: anche io ho partecipato con un mio lungometraggio, ma è stato un buco nell’acqua, nel senso che dopo la proiezione la giuria ha buttato la pellicola nella laguna.

Comunque me lo aspettavo perché il film era molto sperimentale e provocatorio, e penso che l’umanità non sia ancora pronta per la visione. E pensare che avevo avuto l’idea di rendere un omaggio alla giuria ambientando la trama del film nella stessa città in cui l’ho presentato! In pratica raccontava di una donna dall’aspetto raccapricciante che ogni tanto compare in una sala cinematografica vicino a Rialto e spaventa a morte gli spettatori.

Il titolo era: “La mostra del cinema di Venezia”.

mostra