Piano terapeutico

Da tempo notavo che un mio amico arabo si comportava in modo anomalo e faceva discorsi strani. Ad esempio diceva sempre di occuparsi di cose fondamentali. Ora purtroppo ho capito cosa intendeva: è un fondamentalista. Ebbene: mi sono messo in testa che devo cercare di aiutarlo ad uscire da questa condizione. Lui da parte sua ha accettato di farsi curare, e insieme abbiamo messo a punto un piano terapeutico.

Innanzitutto è importante che capisca che non tutto quello che dice il Profeta va preso alla lettera. A questo proposito ho provveduto io stesso a presentargli alcuni amici cattolici che la domenica vanno in chiesa e poi bestemmiano, spergiurano, fornicano (o formicano? Non ricordo mai), evadono le tasse, evadono dal carcere, fanno gli scambisti, gli scafisti, gli squadristi e chi più ne ha più ne metta.

Inoltre è importante che si avvicini ai principi dell’Illuminismo. Perciò gli ho prescritto di leggere ogni giorno un po’ di Voltaire e di frequentare delle case di tolleranza.

Per quanto riguarda la carne di maiale, gli ho suggerito di iniziare dai tortellini, dato che il prosciutto è nell’impasto e se uno non ci pensa non si accorge di mangiarlo.

Ho anche notato che lui durante la giornata dice spesso che Allah è grande. Ora, sarebbe un’intollerabile mancanza di rispetto se pretendessi di fargli dire che Allah è piccolo. Ognuno infatti deve essere libero di praticare la propria religione. E comunque è meglio procedere per piccoli passi. Per il momento sono riuscito a farmi promettere che ogni tanto si limiterà a dire che Allah è medio.

medico

La mia opinione

Molta gente mi ferma per strada e mi chiede di esprimere con chiarezza la mia opinione sul tema dell’inmigrazione. Si tratta di una problematica quanto mai complessa ed è difficile per me trattarla in questa sede. Tuttavia proverò ugualmente ad illustrare i termini della questione per sommi capi.

Dunque, se io potessi riunirei tutti gli inmigrati in una stanza e gli direi: “Inmigrati, perché inmigrate? Voi vi lamentate perché noi ci lamentiamo perché inmigrate, ma se non inmigraste non ci lamenteremmo che voi inmigrate. Siete voi che avete inmigrato. Io non vi dico: non inmigrate più. Però capite che inmigra oggi, inmigra domani, alla fine siete troppi ad inmigrare. Inmigrate una volta, e va bene. Inmigrate una seconda volta, e passi. Alla terza però siamo stufi di tutte queste inmigrazioni. Inmigrate pure, ma inmigrate poco. Oggi inmigri tu, poi magari tra dieci giorni inmigra lui. Ma non inmigrate tutti insieme, se no poi è chiaro che noi protestiamo per le vostre inmigrazioni e voi ci rimanete male perché dite che noi non vogliamo che voi inmigrate, mentre invece vi chiediamo solo di non inmigrare troppo. Chiaro o no?”

Lo so, mi farò dei nemici, ma la mia inparzialità mi inpone di essere inpopolare.

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Videocitofono

L’altro giorno è successa una cosa spiacevole.

Mi suonano giù dal portone, chiedo chi è, e mi risponde un tizio che senza nemmeno presentarsi mi domanda se a mio parere un altro mondo è possibile.

Io gli rispondo “no”, ma lui continua: mi chiede cosa ne penso dell’uso delle nuove tecnologie tra i giovani e se non credo che tutto stia andando a rotoli.

Poi inizia a fare discorsi strani su una seconda venuta e su una torre di guardia, o qualcosa di simile.

A quel punto io gli dico: “Guardi che ho capito dove vuole andare a parare. Magari ora mi dirà anche che non devo donare il sangue! Tanto io non lo faccio perché ho paura degli aghi”. E infatti puntualmente lui mi dice che già nell’Antico Testamento Dio ordina di astenersi dal sangue.

Insomma, devo continuare? Credo che tutti abbiate capito di chi si trattava: era un Imam che si fingeva un testimone di Geova per salire in casa mia e predicare l’odio. Fortunatamente sono dotato di videocitofono e l’ho smascherato.

La lotta al terrore continua.

videocitofono

Bipolare

In questo periodo non mi sono fatto sentire, ma non pensiate che non sia rimasto scosso per i drammatici eventi che si trova a fronteggiare il nostro mondo occidentale.

Ricordo che martedì scorso ho assistito ad un servizio in TV sui metodi di propaganda dell’Isis e non ho mancato di esprimere la mia indignazione postando su Facebook un “vergogna” che ha ricevuto 843 ‘mi piace’ in poco meno di mezz’ora.

Mercoledì mattina al lavoro ho litigato con un collega di sinistra e gli ho gridato nelle orecchie: “Costruire una moschea? Giammai!”.

La sera al ristorante me la sono presa invece con mio cognato leghista: “Vorresti che gli immigrati sparissero, tranne quando ti fanno comodo, eh? Gli immigrati sono quelli che ci pagano le pensioni! E la badante di tua madre, eh? Vuoi fare sparire anche quella, eh?”. E me ne sono andato sbattendo la porta.

Il giorno dopo parlando con l’edicolante ricordo che gli dicevo: “Noi vorremmo che loro prendessero le distanze, ma noi quando mai abbiamo preso le distanze dalle nostra politica estera sconsiderata? Quando abbiamo riconosciuto i nostri errori?” E siccome non mi rispondeva sono andato via senza comprare il giornale. Ma alla fermate del tram non ho resistito e mi sono rivolto ad una signora a caso: “E le armi? Non siamo noi che gliele vendiamo?”.

Nel tardo pomeriggio sono uscito per fare una corsetta, ma dopo un paio di chilometri mi ha assalito un pensiero: “Siamo in guerra”. Mi è sembrata un’idea originale e ho prontamente chiamato un taxi per farmi riaccompagnare a casa e postarla su Facebook. Risultato: 465 ‘mi piace’, 344 ‘ ben detto’, 123 ‘daje’, 224 ‘dagli all’untore’, Nel frattempo ho anche predisposto una piccola trincea nella parte del terrazzo che mi sembrava più esposta al nemico.

L’indomani al telefono con mio cugino mi sono sfogato: “Ma bene! Facciamoli entrare tutti, portiamoci i terroristi dentro casa!!!”.

“Guarda che i poveracci che vengono sui barconi non c’entrano nulla con il terrorismo. Quelli che hanno fatto gli attentati non erano certo immigrati clandestini”. Il problema è che la seconda affermazione non veniva da mio cugino: ero sempre io che rispondevo a me stesso.

A quel punto ho capito che qualcosa non andava, e sono corso dal mio medico di fiducia, che mi ha diagnosticato un disturbo bipolare acuto e mi ha prescritto delle compresse da prendere regolarmente due volte al giorno prima dei pasti.

A tre giorni dalla prima assunzione posso dire di essere già sulla via del pieno recupero.

P.S. Bastardi, non mi avrete!

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I nostri simboli

Basta farci mettere i piedi in testa e rinunciare alla nostra identità e alla nostra cultura! Loro non farebbero altrettanto!

L’ultima forma di sudditanza poi è stata clamorosa: coprire le statue nude perché rischiano di offendere la sensibilità di Lorsignori, che assurdità!

Il pisello non è solo un simbolo religioso, è anche un simbolo di valori in cui tutti noi italiani ci riconosciamo!

Ah no, quello era il crocifisso. Scusate, sono molto confuso…

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Prendete le distanze!

La maestra leghista di mio figlio ha preteso che i bambini mussulmani in classe prendessero le distanze dai fatti di Parigi. Ha iniziato spiegando che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i fatti di Parigi non sono dei drogati. Poi ha chiesto ad Amir e altri quattro di indietreggiare di tre metri dalla cattedra e di prendere le distanze recitando la seguente formula: “Io Amir / … , prendo ufficialmente le distanze da tutti i riprovevoli episodi che in nome della mia religione hanno minacciato la nostra civiltà occidentale. Abbraccio senza esitazioni i valori della suddetta civiltà, fondata su radici giudaico-cristiane. Il mio animo contrito ed esacerbato è dilaniato da profondo e sincero dolore. Amen” (è leghista, ma è colta, non c’è che dire). Chi non ha pronunciato correttamente la formula si è beccato 10 frasi per casa sull’apposizione. Tie’.

Io a mio volta cerco nel mio piccolo di dare il mio contributo quotidiano: appena vedo per strada o in autobus qualcuno un po’ sospetto, magari una donna con il velo, o un uomo scuro con una brutta faccia, chiedo subito di prendere le distanze.

D’altra parte so che noi per primi dobbiamo dare il buon esempio. Quando guido in autostrada, prima di fare un sorpasso prendo sempre le distanze: sarà un caso, ma non mi hanno ancora tolto un punto dalla patente. Quando nella partitella con i colleghi batto un rigore o una punizione, io prendo le distanze. L’altro giorno stavo già prendendo la rincorsa, ma mi sono fermato e ho chiesto all’arbitro di fare indietreggiare la barriera che non prendeva le distanze.

Insomma, se tutti quanti prendessimo le distanze a questo mondo non staremmo così stretti.

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Terrorismo valdese!!!

Ancora terrorismo valdese!!!

Questa volta il fatto sarebbe avvenuto ai danni del vecchio cappellano di una chiesa cattolica di S. Germano Chisone. Mentre lui conversava amabilmente con il barista, un fondamentalista valdese avrebbe introdotto 23 gocce di Guttalax nel suo caffè al ginseng.

Lo scontro di civiltà è ad un passo.

Valdesi moderati, se ci siete prendete le distanze!!!

Valdesi estremisti, pentitevi!!! Chiedetevi se il vostro dio, Valdo, approverebbe ciò che state facendo.

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Non c’è posto per voi!

“Farò la parte del cattivo, farò storcere il naso ai soliti moralisti, ma non c’è posto per voi, mi spiace. Abbiamo già tanti problemi qui da noi. Basta che si sparga la voce che qui si sta bene, che qui c’è da mangiare e venite a migliaia senza permesso di soggiorno. Volete tutti i diritti e non conoscete doveri. So di persone che sono finite a vivere sotto i ponti mentre voi vorreste rimanere da noi senza fare un tubo. Se stessimo meglio vi direi ‘entrate’, ma anche noi abbiamo i nostri problemi, facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese. Prima chi abita già qui!!! Poi se –  e sottolineo se – rimane qualcosa anche per voi venite pure, ma non credo che ce ne sia anche per voi. Volete venire a fare la bella vita a spese nostre, mentre se io vengo da voi non mi offrite nemmeno una briciola di pane. Venite qui  senza sapere nemmeno dove vi trovate, ci rubate in casa, portate sporcizia, malattie, spaventate i nostri bambini. Non possiamo convivere, checché ne dicano i buonisti. Abbiamo abitudini e culture troppo diverse. Imparate a rispettare le nostre leggi e noi rispetteremo le vostre!”

Scusate, mi stavo rivolgendo alle formiche che mi entrano in casa dal terrazzo della cucina.

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