Analisi grammaticale

Le parti variabili del discorso

Articolo: L’articolo è la particella grammaticale che si premette al nome o a parti del discorso sostantivate, precisando se si tratta di un essere o di un oggetto individuato (articolo determinativo) o di un essere o di un oggetto non individuato (articolo indeterminativo).

Nome: Il nome, detto anche sostantivo, è la parte del discorso che serve a indicare (nominare) gli essere animati, le cose inanimate, le idee, i fatti, i sentimenti. Esso è, insieme con il verbo, l’elemento fondamentale del linguaggio.

Aggettivo: L’aggettivo (dal latino adiectivus «che aggiunge») è quella parte variabile del discorso che si aggiunge al nome per qualificarlo o per determinarlo meglio.
A seconda della loro funzione, gli aggettivi si distinguono in qualificativi e determinativi.

Pronome: Il pronome è parte variabile del discorso che fa le veci del nome. Esso si distingue in personale, possessivo, dimostrativo, relativo, indefinito.

Verbo: Il verbo è la parola che designa un’azione, un avvenimento, uno stato, una qualità o proprietà, l’esistenza del soggetto. Breve cenno storico: in principio il verbo era presso Dio e il verbo era Dio.

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Insegnanti inadeguati

Più si va avanti e meno sono convinto degli insegnanti dei miei figli.

Quella di italiano, correggendo gli ultimi temi di mio figlio più grande, ha scritto dei giudizi che mi lasciano alquanto perplesso. Faccio qualche esempio:

Forma: corretta. Contenuto: non ho avuto tempo di verificare, avevo i muratori in casa 

Forma: rettangolare. Contenuto: tema

Forma: più o meno come quella di Carlo (ultimo banco a destra). Contenuto: sospetta omofobia

L’insegnante di storia, poi, è ancora peggio! Prendiamo l’interrogazione di ieri:

“69?” “Morte di Nerone!”

“98?” “Inizio del principato di Traiano!”

“313?” “Editto di Milano!”

Tre risposte perfette, e il povero ragazzo è stato mandato al posto come un 4. In seguito ha scoperto che le cifre non si riferivano alle date, ma alle pagine del libro.

Ma forse mi infastidisce ancora di più l’incompetenza della maestra del mio figlio più piccolo. L’altro giorno aveva chiesto ai suoi alunni di scrivere una frase contenente il nome di un animale assegnato a ciascuno di loro. A Giuda (come ricordate, mio figlio si chiama così) era capitato il topo e ha scritto: “Amor ch’al cor gentil topo s’apprende”, ma la maestra non è stata in grado di apprezzare l’allusione letteraria. Perle ai porci, tanto per restare in tema.

topo

Bulli

Anche io sono preoccupato per il crescente fenomeno del bullismo tra i giovani.

Ora poi sento dire che hanno inventato un sistema ancora più subdolo: il cyberbullismo.

E mi chiedo: facciamo abbastanza per proteggere i nostri ragazzi?

Perciò ho deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione e sto girando per le scuole per mostrare due cortometraggi da me modestamente prodotti, diretti e interpretati.

Si intitolano Giggi er cyberbullo e Cyberbulli e cyberpupe.

bulli

Maturità alle porte

In questa mia rubrica sulla Mala Scuola ci terrei a ricordare a tutti i ragazzi del quinto anno delle superiori che la maturità è alle porte.

Quest’anno sono previste una prima prova, una seconda prova, una terza prova, una prova del nove, una prova di coraggio e una prova costume.

Attenzione perché tra poco usciranno i nomi dei membri esterni della commissione che vi giudicherà. Io e mio figlio ieri eravamo tutti eccitati perché credevamo fossero già usciti e abbiamo cominciato a fare delle ricerche in Internet sui nomi che avevamo sotto mano, ma ci hanno spiegato che si trattava della Commissione Antimafia.

Sbrigatevi anche con la compilazione della tesina che dovrete presentare. Pensate che Lutero, un amico di mio figlio, ne ha già pronte 95. Mio figlio invece è ancora indeciso tra vari argomenti. In particolare: “Il problema dell’alienazione: in altre parole, esistono forme di vita al di fuori della Terra?”, “Il capitalismo”, “La peste”, “Dio esiste?”, “Io esisto?”, “Mio padre Giovanni Mainato”, “Solitudine, suicidio, droga e altre sciagure”, “I fumetti”, “Nice e la volontà d’impotenza”.

Ragazzi, buona fortuna a tutti!

porte

 

Didattica per immagini

Per aiutare quello zuccone di mio figlio a studiare dei pedagogisti di fiducia ci hanno consigliato una didattica per immagini che, ad esempio, può rivelarsi molto utile nell’apprendimento del lessico, almeno così dicono. Prendiamo una parola qualsiasi: “icona”. Ecco un esempio di didattica per immagini:

icona
Icona bizantina
iconaw2
Icona di Windows
carra2
Icona gay

Da questo semplice esercizio poi, partendo dal presupposto che è bello far l’amore da Trieste in giù, è possibile ripassare un po’ di geografia.

Teorema

Sono di nuovo in difficoltà a causa di mio figlio e dei suoi sconsiderati insegnanti.

Pensate che quella di matematica gli ha assegnato da un giorno all’altro ben quattro teoremi da imparare e da dimostrare alla lavagna: il Teorema di Pitagora, il primo Teorema di Euclide, il secondo Teorema di Euclide, il Teorema di Ferradini.

Com’era prevedibile, di fronte ad un tale carico di lavoro il ragazzino mi è andato in difficoltà: dopo due ore di studio intenso aveva ancora le idee confuse e mi parlava di “quadrato costruito su una donna trattata male” o di “proiezione di una spremuta di cuore sull’ipotenusa” o di “area del letto, ma fuori dal letto nessuna pietà”.

Per cercare di svagarlo un po’ senza che tuttavia si distraesse ho fatto partire il DVD di Teorema di Pasolini, ma dopo 5 minuti l’ho stoppato, indignato per tutte quelle sconcezze!

Alla fine sapete cosa ho fatto? Ho telefonato al Signor Preside e gli ho detto chiaro e tondo quello che penso: che è in atto un teorema contro mio figlio.

teorema

teorema

Che confusione!

Come ormai tutti sapete, mio figlio a scuola non è proprio una cima.

L’altro giorno la sua professoressa ha assegnato alla classe una ricerca per casa sul tema “personaggi di successo”. A mio figlio sono toccate le seguenti categorie: 1) Presidenti della Repubblica  2) Papi  3) Vincitori del Festival di Sanremo.

Ebbene, non ne veniamo a capo: dopo tre ore di studio matto e disperatissimo se ne esce ancora con cose come Pio Cossiga, Sisto Latilla, Ron III, Giovanni Paolo Saragat.

L’unico con cui potrebbe provare a giocare sull’ambiguità è Leone.

Lasciatemi dire però che questa volta sono seriamente preoccupato.

cossiga