Teorema

Sono di nuovo in difficoltà a causa di mio figlio e dei suoi sconsiderati insegnanti.

Pensate che quella di matematica gli ha assegnato da un giorno all’altro ben quattro teoremi da imparare e da dimostrare alla lavagna: il Teorema di Pitagora, il primo Teorema di Euclide, il secondo Teorema di Euclide, il Teorema di Ferradini.

Com’era prevedibile, di fronte ad un tale carico di lavoro il ragazzino mi è andato in difficoltà: dopo due ore di studio intenso aveva ancora le idee confuse e mi parlava di “quadrato costruito su una donna trattata male” o di “proiezione di una spremuta di cuore sull’ipotenusa” o di “area del letto, ma fuori dal letto nessuna pietà”.

Per cercare di svagarlo un po’ senza che tuttavia si distraesse ho fatto partire il DVD di Teorema di Pasolini, ma dopo 5 minuti l’ho stoppato, indignato per tutte quelle sconcezze!

Alla fine sapete cosa ho fatto? Ho telefonato al Signor Preside e gli ho detto chiaro e tondo quello che penso: che è in atto un teorema contro mio figlio.

teorema

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Che confusione!

Come ormai tutti sapete, mio figlio a scuola non è proprio una cima.

L’altro giorno la sua professoressa ha assegnato alla classe una ricerca per casa sul tema “personaggi di successo”. A mio figlio sono toccate le seguenti categorie: 1) Presidenti della Repubblica  2) Papi  3) Vincitori del Festival di Sanremo.

Ebbene, non ne veniamo a capo: dopo tre ore di studio matto e disperatissimo se ne esce ancora con cose come Pio Cossiga, Sisto Latilla, Ron III, Giovanni Paolo Saragat.

L’unico con cui potrebbe provare a giocare sull’ambiguità è Leone.

Lasciatemi dire però che questa volta sono seriamente preoccupato.

cossiga

Disturbi dell’apprendimento (2)

Come sapete, mio figlio soffre di disturbi dell’apprendimento. Per questo non è stato facile preparare l’interrogazione di italiano per domani. Gli era stato assegnato un programma enorme, ma io non mi sono perso d’animo.

Innanzitutto abbiamo cercato di raggruppare gli autori della nostra letteratura in categorie. Ad esempio tutti gli accrescitivi da una parte (Goldoni, Manzoni, Frugoni, Caproni, Govoni, ecc. ecc.) e tutti i diminutivi dall’altra (Vittorini, Papini, Pratolini, Prezzolini, Pasolini, ecc. ecc.). Il ragazzo ha dimostrato acume nell’osservare che molti autori del ‘900 finiscono in -ini e iniziano con la P. Sono affermazioni che riempiono un padre di orgoglio.

In alcuni casi ho cercato di semplificare per facilitare l’apprendimento: ad esempio, d’accordo con la professoressa, abbiamo convenuto di chiamare Carducci direttamente Cardi, evitando il vezzeggiativo che poteva creare confusione.

Ma naturalmente non ci siamo limitati ad uno studio meccanico e mnemonico. Anche gli psicologi infatti ci hanno consigliato di stimolare il più possibile il ragionamento, invitando il ragazzo a fare dei collegamenti tra i vari argomenti trattati. Ad esempio in questo modo:

“Quale poeta fa miao?” “Alfonso Gatto!”. “E se fossero tanti felini più grandi e più feroci?” “Leopardi!”. “E ti ricordi invece qual è l’animale in cui si riconosce Saba?” “La capra!”. “E se sono maschi e grossi?” “Caproni, papà!”. “E cosa fanno, dimmi, i caproni? Dove stanno?” “Nei Pascoli!”. “E cosa sono in pratica questi Pascoli?” “Dei Pratolini!” “Sono da soli i Caproni nei Pratolini?” “No, ci sono le mucche!” “Sii più preciso…” “I Manzoni!” “E poi? Non c’è nessun altro?” “C’è il bove!” “E com’è questo bove? “Pio!”. E via dicendo…

Questa volta secondo me ci scappa un 8. Sono fiducioso.

pascolo

Disturbi dell’apprendimento

Mio figlio soffre di disturbi dell’apprendimento e per questo ci hanno consigliato dei metodi di studio particolari: ci hanno detto che soprattutto è importante cercare di stimolare la sua memoria e la sua attenzione rendendo il più possibile vivaci e interattivi gli argomenti da imparare.

L’altro giorno per esempio doveva studiare il Risorgimento e gli ho fatto leggere tutto il capitolo sul Regno di Sardegna con l’accento sardo.

Per la lezione di geografia abbiamo invitato tre ragazzi della sua età che abitano nello stesso palazzo: l’argomento era l’economia della Lombardia e loro avevano il compito di imitare con opportuni versi gli ovini, bovini e caprini, importanti per il settore primario. Per fargli ricordare delle industrie idroelettriche abbiamo cominciato ad accendere e spegnere la luce del salotto, mentre la mamma nel frattempo azionava a ripetizione lo sciacquone e apriva tutti i rubinetti di casa. Per quelle siderurgiche invece abbiamo iniziato a sferragliare con le posate su tutte le pentole della cucina. I vicini, due persone insensibili ed egoiste, si sono lamentati.

Nemmeno di fronte alla matematica ci siamo arresi. Per il teorema di Pitagora non è stato difficile ingaggiare gli zii, due grandi burloni, che si sono prestati a fare i due cateti e, nonostante all’inizio non volesse perché è timida, abbiamo convinto la mamma ad interpretare l’ipotenusa.

Dopo due ore di recita abbiamo fatto tutti insieme una ricca merenda e poi di nuovo al lavoro!

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Tema: i miei compagni di classe

Traccia n. 1. Girati e abbraccia con uno sguardo la tua classe: secondo te quale dei genitori dei tuoi compagni non ha pagato fino in fondo le tasse? La risposta deve essere motivata.

Traccia n. 2. Girati e abbraccia con uno sguardo la tua classe. Osserva il grugno dei tuoi compagni, gli zigomi, i crani, le orecchie, gli sguardi più o meno ottusi: non pensi che si percepisca a prima vista chi è intelligente e chi no? Il tanto bistrattato Lombroso non aveva forse, a conti fatti, un po’ di ragione ? (domanda retorica).

Traccia n. 3. Girati e abbraccia con uno sguardo la tua classe: secondo te quale delle tue compagne/i non ha ancora conosciuto uomo/donna e perché? Argomenta. (p.s. Da somministrare solo a partire dalla terza superiore in scuole di quartieri della media borghesia, dalla terza media in scuole per figli di papà, dalla terza elementare in scuole di quartieri disagiati).

Traccia n. 4. “Caro papa Francesco…” (per gli alunni in ultima fila, impossibilitati a svolgere le tre tracce precedenti).

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Tema. Una giornata da…

Una giornata da Nichi Vendola.

Immagina di svegliarti nei panni di Nichi Vendola. Alzati con un unico pensiero in testa: il bene della Puglia, anzi che dico, il bene dell’umanità. Pensa a quante mani stringeresti per strada, a quanti ti esorterebbero a non mollare, ti chiederebbero consigli, ti farebbero presente che non arrivano alla fine delle nove settimane e mezzo. Sapresti trovare le parole giuste per ognuno di loro? Riusciresti a rilanciare la sinistra e a non deludere i tuoi fans, i nichilisti? E cosa faresti per respingere le calunnie di chi ti accusa di ridere sull’Iva, di godere di baby pensioni e baby pensionati, di pronunciare Tsiprasss con la zeppola, di eccedere in ipotassi? E alle vecchie signore che vanno in chiesa, votano a Salvini e ti disprezzano perché porti l’orecchino cosa diresti? Saresti in grado di mettere a tacere quelle megere?

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Tema. I Promessi Sposi

Tracce:

  1. Nella prima versione dei Promessi Sposi Renzo è Fermo, mentre nell’ultima si muove molto: basti pensare che ogni giorno va a lavorare nella Finlandia. Inoltre si dà molto da fare per cambiare le cose e, quando sbaglia, lo fa sempre in buona fede. Non credi che in questo assomigli ad un nostro ex presidente del consiglio? Trovi che ci siano anche delle differenze tra i due, oltre al fatto che uno è al plurale e l’altro no?
  2. Don Abbondio, Don Rodrigo, Don Ferrante: chi dei tre è un prete? (non più di 8 facciate).
  3. Immagina di passare una brutta notte, dando la colpa alla vernaccia, e poi di svegliarti e scoprire che hai sotto l’ascella un sozzo bubbone: cosa faresti?
  4. “La sventurata rispose”. Con queste celebri parole l’autore lascia intendere che la monaca di Ponza ha ormai ceduto alle avances di Egidio. Secondo te cosa rispose? p.s. Anche se affronti argomenti scabrosi cerca comunque di usare un linguaggio consono al luogo in cui ti trovi.
  5. Padre Cristoforo prima di scegliere questo nome era Lodovico. Platinette prima di scegliere questo nome era Maurizio Coruzzi. Argomenta.

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La scuola di una volta

La mia maestra era severa.

Dovevamo sapere a memoria tutti gli affluenti di destra e di sinistra del Po.

Lei ci minacciava, dicendoci che chi non li sapeva sarebbe rimasto vergine tutta la vita.

E in questo modo noi, impauriti, li abbiamo imparati.

Oggi se un insegnante fa così si trova il genitore fuori dalla porta a protestare. Che schifo.

Post scriptum:

AFFLUENTI DI DESTRA: Dora Baltea, Dora Riparia, Ticino, Adda, Oglio, Mincio, Pellice, Orco, Sesia, Agogna, Lambro.

AFFLUENTI DI SINISTRA: Tanaro, Bormida, Scrivia, Trebbia, Taro, Secchia, Panaro, Maira, Enza.

E scopo come un riccio.

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