Il gelsomino notturno

Caro Giovanni, e s’aprono i fiori notturni, nell’ora che penso ai miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari. Da un pezzo si tacquero i gridi: là sola una casa bisbiglia. Sotto l’ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia. Dai calici aperti si esala l’odore di fragole rosse. Splende un lume là nella sala. Nasce l’erba sopra le fosse. Un’ape tardiva sussurra trovando già prese le celle. La chioccetta per l’aia azzurra va col suo pigolio di stelle. Per tutta la notte s’esala l’odore che passa col vento. Passa il lume su per la scala; brilla al primo piano: s’è spento… È l’alba: si chiudono i petali un poco gualciti; si cova, dentro l’urna molle e segreta, non so che felicità nuova. Cordiali saluti,

Giovanni da San Mauro Io

 

Caro Giovanni, sono indignato per l’omonimia. Lei è un maiale! Se abitasse dalle parti di Scandicci l’avrei già fatta arrestare.

G.M.

guardone

Annunci

Un problema

Caro Giovanni ho un problema; alla soglia dei sessantanni, sento, che sto perdendo mio marito secondo te come posso fare per conquistarlo? Certi giorni: quasi non ci parliamo più. Da parte sua sento una grande freddezza mi è venuto addirittura, il dubbio che lui mi tradisca. Aiutami per carità non voglio: perderlo. Ciao Giovanni ti seguo, sempre, un caro saluto

Rosa da Li Punti (Sassari)

 

Cara Rosa, essendo io Giovanni mi spiace essere franco, ma il rapporto con tuo marito non è l’unico tuo problema. Anche la punteggiatura lascia molto a desiderare.

G.M.

lettera3

Inferno

Caro Cangrande, nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura. “Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’etterno dolore, per me si va tra la perduta gente”. Ed ecco verso noi venir per nave un vecchio, bianco per antico pelo! E vegno in parte ove non è che luca. Così discesi dal cerchio primaio giù nel secondo. I’ cominciai: “Poeta, volentieri parlerei a quei due che insieme vanno”. E caddi come corpo morto cade. Io sono al terzo cerchio, de la piova etterna, maladetta, fredda e greve. “Pape Satàn, Pape Satàn aleppe” cominciò Pluto con la voce chioccia. Ed el mi disse: “Volgiti! Che fai? Vedi là Farinata, che s’è dritto”. E chinando la mano a la sua faccia rispuosi: “Siete voi qui, ser Brunetto?”. “Ecco colei che tutto il mondo appuzza!” Sì cominciò lo duca mio a parlarmi. Ed elli avea del cul fatto trombetta. “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti!”… Se non fosse il gran prete, a cui mal prenda! “Ahi Pisa vituperio delle genti, del bel paese là dove’l sì suona!” La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator, forbendola a’capelli. E quindi uscimmo a riveder le stelle.

Sommo poeta

 

Caro sommo, parlando con franchezza, se dovessi dire di avere capito proprio tutto tutto quello che mi ha scritto direi una bugia. Comunque deve essere stata una bella esperienza. Solo qualche considerazione a margine: 1) Non sono Can grande. Sono un essere umano; 2) Luca si scrive con la L maiuscola. E comunque mi spiace che ci fosse solo lui; 3) Doveva essere molto buio lì dentro: non solo cadeva per terra, ma, a quanto scrive, mi sembra che avesse anche difficoltà a riconoscere le persone che incontrava; 4) Pluto?; 5) Non condivido il suo anticlericalismo: cosa le avrà mai fatto quel povero prete?; 6) Non mi sembra molto aggiornato sulle recenti vicende politiche: questo è il paese dove il ‘no’ suona; 7) Peti, imprecazioni, bocca pulita con i capelli: ma chi l’accompagnava, scusi?

G.M.

inferno

Le confessioni di un Italiano

Caro Giovanni, sono molto stressato. Avere una doppia vita non è facile, e tu ne sai qualcosa. L’altra domenica, subito dopo la S. Messa, con la scusa di comprare un cabaret di paste, sono andato dalla Pisana, la mia amante, e le ho dato una bottarella. Da questa donna (vedessi che pezzo di gnocca) ho anche avuto un figlio, e per mantenerlo ho dovuto aprire un conto segreto in banca, ma per carità, mia moglie non sa nulla. Tornato a casa, dopo un bel pranzetto, mi sono sintonizzato su Mediaset Premium e ho seguito il calcio fino a sera. Quello è il momento della settimana in cui di solito caccio fuori di casa mia moglie e i figli: la serie A è sacra, e nessuno mi deve rompere i coglioni; tra l’altro, avendo mangiato quattro porzioni di pasta al pesto, un pollo arrosto e due babà, mi sentivo un po’ appesantito. In casa era rimasta solo mia suocera, appassionata de L’Arena Digiletti, e, tra uno spot e l’altro, l’ho piegata ai miei più bassi istinti e voleri: ha i suoi annetti ma fa ancora la sua porca figura. L’indomani, lunedì, sono andato al lavoro. Oddio, lavoro: ho timbrato il cartellino, poi sono uscito di nuovo per fare un po’ di spese natalizie. Non si deve fare, dici tu? Chissenefrega, dico io! Dovrei lavorare per questo Stato? Che cosa mi dà in cambio questo Stato, eh? Lo sai quante tasse pago, no dico, lo sai? Zero!!! La gente è stufa e ha ragione! Ci vorrebbe Lui! Le ultime elezioni infatti ho votato a Peppegrillo… o ho scritto Vaffanculo sulla scheda? Non ricordo più. Vabbe’, comunque mi raccomando, tieniti per te queste mie confessioni, non vorrei dare scandalo. Ti seguo volentieri, sei forte! 

Italiano

Caro Italiano, sarò muto come una tomba.

G.M.

top secret.jpg

ENEL servizio elettrico. Dati fornitura e riepilogo importi fatturati

Uso domestico con Tariffa D2 bioraria. Tensione di fornitura: 230 V – Monofase. Tipologia di contatore: Contatore ellettronico gestito per fasce (EF). Potenza contrattualmente impegnata: 3 kW. Potenza disponibile: 3, 3 kW.

Totale per i servizi di vendita: 20, 47. Totale per i servizi di rete: 17, 34. Totale imposte: 0, 50. Totale energia elettrica fornita e imposte: 38, 31. Importo IVA 10 %: 3, 83. TOTALE DELLA BOLLETTA: 42, 14. 

Sul retro trova il dettaglio importi della bolletta. Le ricordiamo che può comunicare la lettura. La preghiamo di verificare il periodo entro il quale inviarci la lettura, che risulta indicata sul retro della bolletta. 

 

Cara Enel, come ogni volta ti rispondo ringraziandoti per tutto quello che fai per noi umani. Quando ricevo una tua bolletta mi ricordo sempre di quelle due celebri parole, Fiat lux… Aspetta, chi è che le diceva? Un personaggio famoso… No, non era Marchionne, chi era? Ah sì, Dio! Tu porti la luce a tutti noi, grandi e piccini, vecchi e giovani, alle persone bianche e a quelle di colore. Lo fai generosamente, senza distinzioni di razza, di sesso, di religione. Brava Enel! Devi essere proprio una signora in gamba, un giorno mi piacerebbe conoscerti. Ah, Enel, scusa se te lo chiedo, non vorrei ti offendessi: le prossime volte potrei andare direttamente alle poste a pagare senza scriverti una lettera con questi pensierini? Per me sarebbe tanto più comodo… Grazie!

G.M.

creazione

Ita fac (per i non anglofoni: così vaffanculo)

Fa così, mio Lucilio: rivendica te a te stesso, e il tempo che fino ad ora era portato via o ti era rubato o ti sfuggiva, coglilo e conservalo. Convinciti che le cose sono come ti scrivo: una parte del tempo ci viene strappata, un’altra sottratta, un’altra ancora scorre via. Più turpe di tutte è tuttavia la perdita che avviene per nostra negligenza e se vorrai fare attenzione, gran parte della vita sfugge nell’agire male, la maggior parte nel non fare niente, tutta la vita nel fare altro. Chi mi indicherai che dia qualche valore al tempo, che sappia stimare la giornata, che si accorga di morire ogni giorno? 

Seneca

 

Mi scusi, se Le fa piacere io posso anche rivendicare me a me stesso, ma temo abbia sbagliato indirizzo. Comunque un tempo nel mio palazzo abitava un signore molto simpatico e socievole che si accorgeva di morire ogni giorno: se non ricordo male fu anche invitato all’Arena Digiletti per questo motivo.

G.M.

seneca

Sozzo bubbone

Caro Giovanni, ieri sera tornando da un ridotto d’amici soliti a straviziare insieme, ho sentito un mal essere, un abbattimento, una fiacchezza di gambe, una gravezza di respiro, un’arsione interna. “Sto bene ve’ “, ho detto al Griso coricandomi, “Sto benone. Ma ho bevuto forse un po’ troppo. C’era una vernaccia!”. Dopo un lungo rivoltarmi, finalmente mi sono addormentato, e ho cominciato a fare i più brutti e arruffati sogni del mondo. Per farla breve, al risveglio mi sono scoperto l’ascella, ci ho dato un’occhiata paurosa e ho visto un sozzo bubbone d’un livido paonazzo. Così ho chiamato il Griso, a cui ho sempre fatto del bene e l’ho mandato dal Chiodo chirurgo, un galantuomo che, chi lo paga bene, tien segreti gli ammalati. E sai, Giovanni, che il Griso è corso subito da lui? Non è un amore? Tra qualche minuto dovrebbe essere di ritorno…

Don Rodrigo

 

Caro Padre, mi scusi, ma non si vergogna di ubriacarsi con l’abito che porta? Comunque ormai è andata così, e mi spiace che il Suo bubbone sia sozzo: sono cose spiacevoli. Quello che le posso dire, per esperienza personale, è: PIANTI IL CHIODO CHIRURGO! Come medico è un vero disastro, al massimo potrebbe aprire un negozio di ferramenta. Comunque almeno la fine della sua storia ci fa ben sperare. Gli amici si vedono nel momento del bisogno.

G.M.

bubbone

 

Spaurito

Caro Giovanni, senti un po’ cosa mi è successo ieri: sono salito su un ermo colle (non so se ti è mai capitato) e lì c’era una siepe che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quiete, io nel pensier mi sono finto: chiaro, no? Insomma, per farla breve, per poco il cor non si è spaurito! E come il vento ho udito stormir tra quelle piante, io quello infinito silenzio a quella voce ho comparato. E cosa mi va a capitare? Che mi è sovvenuto l’eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra quella immensità si è annegato il pensier mio. Ma sai che di dico? A conti fatti il naufragar m’ è stato dolce in quel mare! Tu che ne pensi?

Giacomo da Recanati

 

Ma come dolce? Quello che hai avuto è un attacco di panico. Io salgo spesso su ermi colli e ti assicuro che non mi è mai capitato niente di simile. Quanto alla siepe, se è vero, come tu scrivi, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude, urge un lavoro di potatura.

G.M.

leo.jpg

Tradito da un ueh

Ueh Giovanni, sono Andrea da Trento, ti volevo chiedere un consiglio perché ho il sospetto che mia moglie non mi ami più e…

 

Guarda, ti interrompo subito: l’inizio della tua lettera mi ha subito messo sul “Chi va là?” e dopo approfondite ricerche ho scoperto che non sei affatto Andrea da Trento, ma Ciro da Caserta, e sei single. Volevi prenderti gioco di me e poi riderne con gli amici al bar, eh? Ma a me non la si fa.

G.M.

 

Jamm, su, era uno scherzo! Scusa.

Ciro da Caserta

 

No. 

G.M.

bus2