Conversazione serale

Questa sera intorno alle 20.30 mi trovavo in un’altra stanza e sento la voce di mia moglie che mi chiama dal salotto:

“C’è Techetechetè!”

“Eh???”

“C’è Techetechetè!”

“Teche? Che teche?”

“Techetechetè!”

“Thè? Che thè?”

“…chetè! Non piace a te?”

“Che?”

“…techetè!”

“Bhè?”

“Alla tele! Techetechetè!”

“Telete…???”

“…chetechetè!!!”

La conversazione è durata in questo modo per una quarantina di minuti. Purtroppo quando ho capito di cosa si trattava e sono andato in salotto la trasmissione serale di Rai1 era già finita.

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Iena

La mia tendenza a dire “Pane!” al pane e “Vino!” al vino mi è valsa una chiamata degli autori de Le iene, che mi hanno proposto di entrare a far parte del programma.

Inizialmente non avevo le idee chiarissime su quello che avrei dovuto fare e temevo di dovermi cibare di carcasse di animali morti. Poi invece ho capito che dovrò denunciare imbrogli, sbugiardare parlamentari ignoranti, cogliere in fallo impiegati fannulloni, tendere trappole a preti piedofili, ecc. ecc. Tra una battaglia di civiltà e l’altra dovrò anche effettuare degli stacchetti con Ilary Blasi, motivo per cui sto frequentando una scuola di ballo.

Per mettermi alla prova la prima settimana mi hanno chiesto di individuare il maggior numero possibile di contraddizioni nei nostri politici. Dopo appena tre giorni i risultati sono sorprendenti. Ad esempio mi sono appostato nei pressi di un pollaio e ho potuto documentare con tanto di telecamera un vero e proprio scoop: Peppegrillo predica bene e razzola male! Chi l’avrebbe detto?

I miei risultati provvisori sono questi: Lega Nord: 34 contraddizioni, Forza Italia: 52 contraddizioni, Mov. 5 stelle: 46,3832 contraddizioni. Il PD, se ho contato bene, ne avrebbe solo 26, ma ce n’è una che a mio modo di vedere è imperdonabile: Gianni Cuperlo, che si presenta apparentemente come un signore distinto, onesto e di sani principi, in realtà si chiama Cupèrlo. Allora, caro signor Cupèrlo, mi rivolgo direttamente a lei: perché ha fatto questo? In un momento in cui la mancanza di fiducia nei partiti rischia di alimentare il vento del populismo, in un momento in cui l’opinione pubblica chiede più che mai alla politica credibilità e trasparenza, perché fare credere a tutti di essere sdrucciolo?

iena

Masterchef (2)

Ho una grande passione per la cucina e il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di sfondare nel mondo della ristorazione. Anzi a dire il vero ci ho già provato. Ci fu un periodo in cui possedevo molti acri di terreno (ebbene sì, ero molto acrimonioso), e pensai di sfruttarli aprendo un agriturismo in cui si facesse cucina di prodotti a chilometro zero. Alla fine decisi di tenermi largo e di aprire un agriturismo in cui si faceva cucina di prodotti a chilometro uno. Purtroppo nel raggio di un chilometro non c’era nulla di commestibile e fui costretto a chiudere.

In seguito provai ad intraprendere la strada della cucina molecolare. Il mio menu prevedeva, ad esempio, una molecola di pasta e fagioli, due atomi di cotechino, un elettrone di trippa alla romana. Purtroppo tutti i clienti uscivano ancora affamati. Così tentai di aprire un ristorante di sushi: suscitò molte perplessità.

Ma non mi volevo arrendere, quindi iniziai a presentarmi alle selezioni dei vari Masterchef(s): Masterchef Italia, Masterchef Spagna, Masterchef Inghilterra (in quell’occasione non sapevano che ricetta farci fare e ci rimandarono tutti a casa); e poi ancora Masterchef Lituania, Masterchef Andorra, Masterchef Isole Far Oer… Non una volta che sia riuscito ad entrare!

A quel punto, come vorrebbero fare in tanti, sono uscito dall’Europa e mi sono presentato a Masterchef Islam, che, come dice il titolo stesso, si svolge appunto in Islam. Ebbene: la ricetta da me proposta, maialino da latte sfumato al Porto, ha ricevuto una fatwa, che, almeno a giudicare dal tono dei giudici,  dovrebbe essere un parere negativo.

Ora la mia ultima spiaggia si chiama Masterchef Vaticano. Anche grazie ad una rete di conoscenze ho potuto essere ammesso alle selezioni e mi gioco tutto. Presenterò un menu raffinatissimo, che si apre con un piatto di strozzapreti al ragù e si conclude con un dessert a base di tette delle monache (scusate la volgarità).

Se a causa degli strozzapreti sarò accusato di anticlericalismo sarà finalmente chiaro a tutto il mondo che è in atto un complotto contro il sottoscritto.

papa

 

 

 

 

 

 

 

L’Arena Digiletti (2)

Ahi! I temi de L’Arena Digiletti sono sempre più scottanti.

Il tema della prossima puntata sarà: “Islamici o islamisti?”. Ospite d’eccezione sarà un Imam (penso si scriva così) scampato per miracolo ad un tentativo di linciaggio a Dalla vostra parte. Accusato di predicare l’odio, cercherà di difendersi sostenendo che in realtà lui intendeva predicare lo iodio, cioè i benefici dell’aria di mare, ma non sarà ritenuto credibile.

Tra gli altri ospiti in studio lo psichiatra Meluzzi, un opinionista gay, un criminologo, un criminale e Alba Parietti.

Giletti, che come sapete dice “Pane!” al pane e “Vino!” al vino (praticamente parla con gli oggetti), al minuto 26 della puntata si avvicinerà alla telecamera e dirà che ognuno si deve assumere le sue responsabilità, altrimenti lui sospende la trasmissione.

Quindi inizierà un’appassionante gara di valori, combattuta al grido di “noi teniamo…” (ad es. “noi teniamo la Gioconda!”, “noi teniamo Averroè!”, e così via).

Un signore del pubblico, dopo avere chiesto il microfono, sosterrà che noi facciamo costruire le moschee, mentre loro non fanno costruire le chiese, che noi rispettiamo le donne, mentre loro no, che noi mangiamo il maiale, mentre loro non possono. Qualcuno si potrebbe chiedere: “ma loro chi?”. Suvvia, ci siamo capiti: loro!

In ogni caso dopo “Islamici o islamisti?” L’Arena Digiletti dedicherà altre puntate a tematiche simili. In particolare: “Riformatori o riformisti?”, “Liberali o liberisti?”, “Mercanti o mercantilisti?”, “Calvi o calvinisti?” e, ultima ma non ultima, “Nani onanisti?”.

gil

 

Benvenuti al Centro

Dopo il grande successo ottenuto, il produttore di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord ci riprova: è in uscita nelle sale cinematografiche Benvenuti al Centro.

La storia è semplice. Per punizione un impiegato viene trasferito in un minuscolo paesino del Centro. Inizialmente è disperato, non si trova bene lì, e non riesce a farsi accettare dagli abitanti del luogo.

Il primo giorno, ad esempio, per cercare di farsi capire gesticola molto, ma viene accusato di essere eccessivamente istrionico e plateale e si trova in estrema difficoltà, anche perché ignora il significato dei due aggettivi. Il giorno successivo quindi decide di parlare tenendo le mani ferme, ma gli fanno presente che se non accompagna le parole con un minimo di gestualità non capiscono nulla.

Il tragitto da casa al lavoro gli comporta poi non pochi problemi: la prima settimana infatti esce in bicicletta con il casco, e viene schernito dalla popolazione locale con fischi e pernacchie: gli domandano se abbia intenzione di partecipare al Tour de France. Allora per apparire più alla mano decide di usare il motorino senza casco, e viene immediatamente arrestato.

Anche linguisticamente le prova tutte, da ‘minchia’, a ‘ueh!’ fino al ‘ne’ piemontese, e a ‘ti gà sugà el canal’.

Alla fine riuscirà ad ambientarsi, ma solo dopo mille difficoltà. Imparerà sulla sua pelle quello che già i Latini avevano capito bene: in medio start virtus.

centro

L’Eredità di Carlo Conti (2)

Ho già avuto modo di esternare la mia ammirazione per Carlo Conti. Lo ammiro talmente tanto che anche quando al posto suo c’è Fabrizio Frizzi io continuo comunque a chiamarlo Carlo Conti: mi sembra che gli conferisca maggiore autorevolezza. L’altro giorno le parole de La Ghigliottina erano:

  1. Luigi XVI
  2. Enfants de la Patrie
  3. Terrore
  4. Lama
  5. Ne(c)k

La soluzione era ‘la ghigliottina’ e io l’ho capito subito. Se fossi stato un concorrente avrei vinto gettoni d’oro, lingotti d’oro, diamanti, zaffiri e lapislazzuli in grande quantità.

P.S. Certe volte mi sveglio nel cuore della notte, madido di sudore, e penso con angoscia: “Chi raccoglierà l’Eredità di Carlo Conti?”

 

Tronista

Il crescente successo del mio blog ha suscitato la curiosità dei media: Rai, Mediaset e La7 fanno a gara per avermi nei loro studi.

Così alla fine ho accettato di partecipare ad una puntata di Uomini e donne in qualità di tronista. Mi riservo anche di partecipare ad Amici di Maria de Filippi.

In realtà devo confessare che fino a poco tempo fa io mi reputavo un nemico di Maria de Filippi. Poi però ho capito che non bisogna essere snob e che anche il popolo merita rispetto. Tanto è vero che mi sono imposto di frequentarlo almeno un paio di volte all’anno.

Appena mi sono assiso sul trono e mi è stata consegnata la corona ho pronunciato alcune frasi ad effetto come “Dio me l’ha data e guai a chi me la tocca”, “L’ État, c’est moi” e “Sul mio regno non tramonta mai il Sole”.

Si sono fatte avanti varie ragazze nel tentativo di concupirmi. Una mi si è gettata ai piedi piangendo a dirotto e mostrandomi i figlioletti avuti da una precedente relazione. Un’altra mi ha promesso oro, diamanti, zaffiri e lapislazzuli qualora l’avessi scelta. C’è stata anche una che si è permessa di accusarmi di non essere me stesso davanti alle telecamere. Io le ho risposto “Quali telecamere?”. E in ogni caso, come dimostra questo blog, io non sono me stesso nemmeno quando non sono davanti alle telecamere, con buona pace della signorina.

Quindi è partito una stacco musicale e ci siamo messi a ballare una lambada, per me un po’ scomoda, visto che dovevo muovermi con tanto di scettro, corona e mantello.

Ma il momento culminante è stato quando due tra le mie pretendenti si sono messe a litigare furiosamente perché una sosteneva che il suo lato A era più bello, e l’altra che era più bello il suo lato B. A quel punto io ho gridato: “A me non interessa! Io voglio solo che abbiate un lato C!”.

Si sono fermate e mi hanno chiesto cosa intendessi dire. E io: “Una Coscienza!”. A quel punto nello studio è scoppiato un fragoroso applauso e Maria è corsa ad abbracciarmi.

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L’isola dei famosi

Mentre è ancora in corso L’isola dei famosi, gli autori stanno già pensando a come migliorare l’edizione dell’anno prossimo. Per mantenere sempre viva l’attenzione del pubblico infatti è necessario portare una ventata di novità, e pare che le sorprese non mancheranno.

Sapete che la formula attuale prevede che i famosi convivano con i non famosi. Ebbene, nella prossima serie il meccanismo sarà ancora più complesso e prevederà la presenza di vari gruppi, sistemati in un vero e proprio arcipelago.

Un’isola sarà abitata dai Famosissimi: per il momento sono solo indiscrezioni, ma si fanno, tra gli altri, i nomi di Obama, Cristiano Ronaldo, Papa Francesco. Quest’ultimo, se dovesse accettare, lascerebbe temporaneamente il posto al Papa Emerito Benedetto XVI, che riprenderebbe le redini del Vaticano in qualità di traghettatore fino alla fine della stagione, con l’obiettivo di condurlo ad una tranquilla salvezza.

Una novità assoluta sarà la compresenza, in una stessa isola, di un gruppo di Famosi Burini e di Famosi d’Elite. Tra i primi tronisti, troniste e altri amici di Maria, ex di Fabrizio Corona e altre figure care al popolo bue. Tra i secondi si fanno i nomi del costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, del direttore d’orchestra Antonio Pappano, del Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, di Peter Higgs (chi non conosce il suo celebre bosone?). Ogni settimana i Burini sfideranno gli avversari in giochi di gruppo come il palo della cuccagna e condivideranno con loro i morsi della fame. In questo modo cercheranno di dimostrare che anche i Famosi d’Elite, checché se la tirino, sono esseri umani come tutti gli altri.

Un piccolo isolotto sarà riservato ai Poco Famosi, cioè figure minori della televisione come Luca Sardella, Sveva Sagramola o i conduttori di Protestantesimo. Alcuni vip(s) tenteranno di rilanciarsi: ad esempio i Righeira, che dopo essere andati a la playa per buona parte degli anni Ottanta, ora si cimenteranno con la Playa Desnuda.

Anche i Non Famosi saranno suddivisi in vari gruppi: ci saranno i Famosi in Città, i Famosi nel Quartiere, i Famosi nel Condominio, gli Anonimi e i Grigi Figuri. Questi ultimi in particolare sono stati selezionati in modo molto rigoroso: gli autori, mesi prima della trasmissione, hanno avviato delle ricerche all’interno dei nuclei famigliari e nessuno, nemmeno tra i parenti più stretti, è stato in grado di ricostruire con sicurezza il loro nome e cognome.

Per quanto riguarda la sede si sta pensando, per rilanciare il turismo nazionale, di abbandonare Cayo Paloma a favore delle isole Eolie o di Murano, Burano e Torcello presso Venezia.

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L’Arena Digiletti

Anche la prossima domenica torna l’Arena Digiletti, con temi così scottanti che la temperatura media del Pianeta aumenterà di un altro grado.

In questa puntata si tenterà di rispondere alla domanda: la crisi è alle spalle?

Tra gli ospiti un inventore di Vercelli, il quale presenterà in anteprima un particolare marchingegno appena brevettato da applicare direttamente sul collo, e che dovrebbe aiutarci a capire se la crisi è alle spalle.

Nel corso del dibattito assisteremo a varie rinunce: una suora di Vibo Valentia rinuncerà al peccato, un esponente del Movimento 5 Stelle rinuncerà al vitalizio, Maria Elena Boschi, nota anche come Woods, rinuncerà al padre, mentre Pina Picierno rinuncerà alla seconda i del suo cognome.

Saranno presenti in studio un cassintegrato di Cassino che non riesce ad arrivare alla fine del mese, una casalinga di Voghera che non riesce ad arrivare alla fine della settimana e un signore di Potenza che soffre di disfunzione erettile e non riesce ad arrivare alla fine del terzo minuto.

In collegamento altri ospiti di prestigio come Daniela Santanché, Paolo Mieli, noto anche come Honeys, e Massimo Cacciari, il quale tuttavia, dopo avere assistito disgustato a parte della conversazione, lascerà la trasmissione al minuto 34 del dibattito.

Un paio di minuti dopo l’atmosfera si farà lugubre e tetra, le luci si abbasseranno e, accompagnati da una musica sinistra, entreranno i Gufi, cioè coloro che si accaniscono contro Renzi e vogliono impedirGli di fare le riforme utili al Paese per invidia personale. Ma se siete zompati sotto la tavola per la paura non temete: la ragione vera della loro presenza all’Arena Digiletti è la presentazione del loro ultimo CD.

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Papa Matteo

Contrariamente a quanto si potrebbe credere questo non è un post celebrativo del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, al quale va comunque tutto il mio ossequioso rispetto.

Anche questa stagione televisiva avrà tra i suoi protagonisti Don Matteo, interpretato da Massimo Girotti in arte Terence Hill, che come sapete io preferisco chiamare Terenzio Collina per ragioni ideologiche.

La nuova serie presenta una grossa novità: sono passati un po’ di anni e don Matteo a sorpresa è stato fatto Papa. Non so se avete presente: il camerlengo, Extra homines!, Eminentissimum ac reverendissimum Dominum, Dominum Terentium, qui sibi nomen imposuit Matteum, ecc. ecc. La sua elezione è stata molto travagliata: 87 fumate nere! Ma nessuno si permette di mettere in discussione la santità di quest’uomo. Pensate che – solo per fare un esempio – lo chiamavano Trinità.

Certo, le cose sono un po’ cambiate. Come sembrano lontani i tempi delle schermaglie con il suo nemico / amico, l’onorevole Peppone! Voi mi direte: ora al massimo potrà indagare su qualche furtarello, con tutti quegli impegni: encicliche, sinodi, giubilei, Angeli (plurale di Angelus), benedizioni Urby&Torby, ecc. ecc. No ragazzi, avete sbagliato.

Già solo in questa prima serie ecco, nell’ordine, i misteri con cui si dovrà mettere alla prova il nostro simpatico pontefice: i fondi neri dello IOR, Vatileaks, l’hobby gay, piedofilia e altri feticismi, l’attico di Bertone, il garage di Bagnasco, il sottoscala di Fisichella, i Lupi Grigi, i Sorci Verdi, santi, santoni, Milinghi, e chi più ne ha più ne metta. Scusate se è poco.

Papa Matteo: prossimamente su quegli schermi.

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