Tema. Noi giovani

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Noi giovani siamo fatti così. Ci piace divertirci, stare in compagnia, ballare, sballare, fare tardi, andare in discoteca, farci uno spinello, inalare benzina, iniettarci vodka direttamente in corpo con apposite cannule perché entri in circolo più rapidamente, spedirci liquido seminale per posta prioritaria a scopo goliardico, organizzare gang bang, formare dei clan, iscriverci al ku klux klan, seguire il mucchio, fare le ammucchiate, fare le corse, andare fuori corso, fuori corsia, fuori di testa, crocifiggerci, bestemmiare Iddio e tutti i santi.

Ma talvolta è anche bello ritrovarsi soli con se stessi e riflettere. 

ku

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Main. 9, 1-41

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

E mentre Mainato passava, gli si avvicinò un uomo: “Maestro, aiutami, sto impazzendo! Tutti mi dicono che sono un ceconato, ma io non capisco che cosa vuol dire! Aiutami, ti prego!”

“Non lo capisci perché sono due parole staccate. In realtà tu sei un cieco nato”.

“Però anche ad un mio amico di Praga dicono sempre che è un ceconato”.

“Ma lui è un ceco nato. E’ diverso”.

“A me sembra uguale”.

“Perché la i di cieco non si pronuncia”.

“In effetti è vero che non ci vedo…” A quel punto, dopo avere riflettuto un paio di minuti, l’uomo iniziò ad esultare, come impazzito: “Ho capito! Ho capito! Grazie Maestro! Tu sei il Messia! Ed ora guariscimi, ti prego!”

E Mainato, visibilmente innervosito: “Non ti sembra di pretendere troppo adesso? Oggi intanto abbiamo diviso la parola, la prossima volta trattiamo la patologia. L’hai mai sentito dire che chi troppo vuole…

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Megalomani

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Questa mattina vado a fare colazione al bar: appena mi vede, il barista mi fa accomodare in uno studio e mi porge un grosso volume pieno di fotografie. “Ma cos’è?” chiedo. “E’ il catalogo delle nostre brioches, signore. Noi teniamo molto al design e non lasciamo nulla al caso. Scelga pure con comodo”. Non c’è stato nulla da fare: ha voluto che lo sfogliassi tutto, e sono arrivato tardi al lavoro.

Pausa pranzo: decido di prendere un kebab al volo. Il kebabbaro mi illustra con dovizia di particolari la sua concezione di cucina fusion, un mondo di sapori in cui tradizione e innovazione si incontrano. Sostiene anche di avere fatto uno stage da Carlo Cracco e di puntare con decisione alla terza stella Michelin.

Vado a prendere mio figlio a scuola, e mi consegna il libretto in cui il professore di italiano ha scritto che mi concede udienza.

Controllo le…

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Iena

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

La mia tendenza a dire “Pane!” al pane e “Vino!” al vino mi è valsa una chiamata degli autori de Le iene, che mi hanno proposto di entrare a far parte del programma.

Inizialmente non avevo le idee chiarissime su quello che avrei dovuto fare e temevo di dovermi cibare di carcasse di animali morti. Poi invece ho capito che dovrò denunciare imbrogli, sbugiardare parlamentari ignoranti, cogliere in fallo impiegati fannulloni, tendere trappole a preti piedofili, ecc. ecc. Tra una battaglia di civiltà e l’altra dovrò anche effettuare degli stacchetti con Ilary Blasi, motivo per cui sto frequentando una scuola di ballo.

Per mettermi alla prova la prima settimana mi hanno chiesto di individuare il maggior numero possibile di contraddizioni nei nostri politici. Dopo appena tre giorni i risultati sono sorprendenti. Ad esempio mi sono appostato nei pressi di un pollaio e ho potuto documentare con tanto di telecamera un vero e…

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Main. 15, 11-32

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

E Mainato disse: “Oggi voglio raccontarvi la parabola del figliol prodigo. Sapete, vero, cosa significa ‘prodigo’?”

“No, Maestro”.

“Dunque:

Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci.  Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio…

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