Le inchieste di Sbrana (7)

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Erano passati alcuni giorni dall’arresto del maggiordomo rom. Sbrana avrebbe dovuto essere soddisfatto, invece era molto inquieto. “Eppure c’è qualcosa che non torna” continuava a ripetere. Finché nel corso di una notte insonne ebbe un’illuminazione, e telefonò subito a Fido, in preda ad un’emozione incontenibile: “Fido, il maggiordomo è innocente! In casa sua è stato trovato un coltello insanguinato, giusto? Ma la vecchia signora è stata uccisa a colpi di pistola! Quindi l’arma del delitto non può essere il coltello!”

“Ispettore, ma… ma lei è un genio!” disse Fido, piuttosto contrariato per essere stato svegliato a quell’ora. In realtà aveva subito pensato anche lui che il coltello non c’entrava niente con il delitto, ma non l’aveva fatto presente all’ispettore perché non voleva essere invadente. “Oh, non esageriamo, Fido, mi metti in imbarazzo. Ho solo applicato il mio solito metodo deduttivo. O era induttivo? Non ricordo mai…”. Proprio in quel momento…

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Le inchieste di Sbrana (6)

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

L’ultimo ad essere interrogato fu il fratello della vecchia, che ad un certo punto si accostò all’orecchio di Sbrana e gli domandò con aria misteriosa: “Ispettore, per caso ha preso in considerazione l’ipotesi che l’assassino sia un rom? Glielo dico perché so come si comportano abitualmente questi rom(s). Io sono un grande esperto di razze, sa? Non per vantarmi, ma mi considero un razzista”.

“Mah, non so” rispose Sbrana, “di solito nei gialli il colpevole non è il maggiordomo?”

“Appunto! Lei dice bene! Infatti il maggiordomo che lavorava per mia sorella è un rom! Mi dia retta ispettore, viviamo in un brutto mondo! Pensi che un mio amico di recente è stato a Bucarest e mi ha detto che era pieno di rumeni. Poi è andato a Durazzo e lì era pieno di albanesi. Allora per cercare un po’ di pace si è trasferito a Dacca: era pieno di bengalesi! Non si…

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Le inchieste di Sbrana (5)

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Il commissariato si trovava al numero 69 di via delle Zoccolette, ma Sbrana si vergognava un po’ di dirlo e, quando gli chiedevano dove fosse, rispondeva: “36 Quai des Orfèvres”, oppure: “221B Baker Street”.

Tutto era pronto per l’interrogatorio dei sospettati. Il primo ad essere ascoltato fu un cugino della vecchia, il dottor Socrate, primario del reparto di ostetricia. Sin dalle prime battute Sbrana capì che quella non sarebbe stata una giornata semplice: “Lei sa qualcosa? Dica la verità”. “Di non sapere”. “Di non sapere?” “Sì, di non sapere”. “Di non sapere cosa?” “Di non sapere”. “Lei sa di non sapere di non sapere? Quindi lei sa!” “Di non sapere”. La conversazione proseguì per una buona mezz’ora. Alla fine Sbrana si convinse che l’interrogato non sapeva.

Fu sentito anche il signor Sigmund, un altro dottore (la vecchia amava circondarsi di medici), il quale dichiarò, anche un po’offeso, che non aveva alcuna ragione per…

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Le inchieste di Sbrana (4)

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Sbrana camminava nervosamente da una parte all’altra della sala: “Caro Fido, ho commesso un errore imperdonabile: ho rivelato che il vero colpevole è il sistema. Ed era appena la terza puntata!”

Fido cercò di consolarlo: “Coraggio ispettore, in fin dei conti nelle grandi opere letterarie la trama non è tutto. Le faccio un esempio: tutti sanno che alla fine di Anna Karenina la protagonista muore, ma quante persone lo leggono lo stesso perché è un grande romanzo!” Sbrana si rabbuiò: “Beh, io non lo sapevo. Adesso mi è passata la voglia di leggerlo”.

“Suvvia”, continuò Fido, che era un buon aiutante, ma molto saccente, “basterà cambiare un po’ la trama. Bisognerebbe trovare qualcosa di originale, oggi il giallo classico non funziona più. In effetti già Agatha Christie cercò di forzare le regole del genere quando scrisse L’assassinio di Roger Ackroyd, in cui il colpevole è proprio l’assistente del detective”…

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Le inchieste di Sbrana (3)

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Mentre rimuovevano il cadavere della vecchia Fido notò che Sbrana si era ammutolito. “A cosa sta pensando, ispettore?”

“Caro Fido, pensavo… Nella nostra società il numero di anziani cresce sempre di più, eppure noi spesso facciamo finta che non esistano e li emarginiamo. Anche questa donna, ad esempio, era ricca quanto vuoi, ma alla fine viveva sola, con l’unica compagnia del suo maggiordomo, ed è morta sola. E lei era già una privilegiata. Pensa a tutte quelle vecchie che trascorrono gli ultimi anni nelle case di riposo, ti sembra giusto? Quanto erano belle quelle famiglie di una volta, in cui il nonno si sedeva a capotavola e veniva servito per primo a cena in segno di rispetto. La vecchiaia allora era sinonimo di saggezza, e i vecchi venivano ascoltati in silenzio, perché si pensava che avessero qualcosa da insegnare. Oggi invece siamo tutti presi dai nostri egoismi personali, tutto deve…

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Le inchieste di Sbrana (2)

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

La vecchia giaceva ancora a terra perinde ac cadaver. In effetti era un cadaver.

L’ispettore Sbrana chiese alla figlia della signora: “Sua madre aveva un muovente?”. “Ma cosa dice scusi, come un movente? Lei è la vittima, non l’assassino!”. “Signorina, io ho detto un muovente. Qualcuno la muoveva o era capace di camminare da sola? Sa, ad una certa età…”. “Camminava da sola!”. “Capisco, molto ma molto interessante. Perché pensavo: mettiamo il caso che l’assassino…”. “Ah!”, gridò la figlia: “Si vergogni!”

Bisogna sapere infatti che la figlia della vecchia signora era una fervente femminista. Sbrana non lo sapeva e si beccò una bella ramanzina: “Dunque lei dà per scontato che si tratti di un assassino, vero? Il sesso debole è troppo debole per queste cose, vero? Secondo lei noi donne non siamo in grado di prendere un coltello e piantarlo nella schiena di uno, vero? Secondo lei ci…

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Le inchieste dell’ispettore Sbrana (1)

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

La vecchia giaceva orribilmente riversa al suolo, inerme, inerte, imberbe. L’assassino/a aveva tentato di aggredirla avvalendosi del flit, ma lei aveva opposto resistenza. Allora l’aveva finita con il gas. Ed era fuggito/a senza lasciare traccia. La villa era immersa nel silenzio, a parte il rumore lontano e quasi impercettibile di uno sciacquone. Questo era pane per i denti dell’ispettore Sbrana. Per la verità era un ispettore scolastico, ma sapeva fare bene il suo mestiere.

Arrivato alla villa insieme a Fido, il suo assistente, l’ispettore trovò la figlia della vecchia comprensibilmente in lacrime: “Come è potuto succedere? Perché? Perché?” gridava disperata. “Signora, non si preoccupi” la consolò prontamente Sbrana “Epicuro diceva che non dobbiamo temere la morte, perché quando ci siamo noi non c’è lei e quando c’è lei non ci siamo noi”. “Ah, ok. Sto già meglio”.

Per rompere il ghiaccio Sbrana iniziò con le presentazioni: “Sbrana”, disse. “Ma no…

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Affari

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Dato il grande successo del mio blog, stavo seriamente pensando di quotarlo in borsa.

Proprio ieri, tra l’altro, ho cenato con gli sceicchi proprietari del Paris St. Germain (in basso nella foto), i quali vorrebbero acquistarne una quota. Per carità, per il momento niente di concreto: giusto un purparlé…

D’altronde non è la prima volta che sono coinvolto in questo tipo di trattative. In precedenza ad esempio avevo avuto  un incontro con dei magnati russi e uno con dei magnaccia di Viterbo.

Tempo fa inoltre un imprenditore ha lanciato un’Opa, ma purtroppo ero distratto e non sono riuscito a prenderla. Si era fatta avanti anche una cordata di manager(s), ma sinceramente non me la sento: quando si sale tutti insieme sulla parete di roccia soffro troppo di vertigini.

Quanto ai cinesi, ho parlato pure con loro, ma non siamo riusciti a raggiungere un accordo perché, illustrando loro un mio post…

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Masterchef (2)

Il Blog di GIOVANNI MAINATO

Ho una grande passione per la cucina e il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di sfondare nel mondo della ristorazione. Anzi a dire il vero ci ho già provato. Ci fu un periodo in cui possedevo molti acri di terreno (ebbene sì, ero molto acrimonioso), e pensai di sfruttarli aprendo un agriturismo in cui si facesse cucina di prodotti a chilometro zero. Alla fine decisi di tenermi largo e di aprire un agriturismo in cui si faceva cucina di prodotti a chilometro uno. Purtroppo nel raggio di un chilometro non c’era nulla di commestibile e fui costretto a chiudere.

In seguito provai ad intraprendere la strada della cucina molecolare. Il mio menu prevedeva, ad esempio, una molecola di pasta e fagioli, due atomi di cotechino, un elettrone di trippa alla romana. Purtroppo tutti i clienti uscivano ancora affamati. Così tentai di aprire un ristorante di sushi: suscitò molte perplessità.

Ma…

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